Roma, 6 nov – Nella città antica di Pompei emerge la stanza degli schiavi, ed è intatta. Un rilievo di notevole valore dal punto di vista archeologico. Lo riporta l’Ansa di oggi, ma la notizia è evidentemente succosa per gli appassionati.



Pompei, ecco la stanza degli schiavi

La cosa più importante che si nota dell’emersione a Pompei della stanza degli schiavi sono le sue condizioni: perfettamente intatta, nonostante i tanti secoli (anzi millenni) passati. Nel video sottostante si può osservare con un certo stupore l’aspetto generale della stanza.

Comunque, oltre all’integrità, sono i dettagli a fare la differenza. Perché proprio i particolari ci permettono di farci un’idea di come vivessero gli schiavi nell’antica città.

“Letti di corde e legno con i segni evidenti delle stuoie che li ricoprivano, il vaso da notte ancora accanto ai giacigli.” Non è azzardato definirlo, in effetti, un “viaggio nel tempo”. Lo spazio è occupato da attrezzi di lavoro di vario genere, da anfore accatastate. Mentre, “alle porte di Pompei, la grande villa suburbana di Civita Giuliana restituisce lo stanzino occupato da schiavi stallieri, forse una piccola famiglia, ancora incredibilmente intatto con tutto il suo corredo di povere cose”.

Il direttore Zuchtriegel: “Scoperta eccezionale”

La Pompei che mostra la stanza degli schiavi è “una scoperta eccezionale, perché davvero è rarissimo che la storia restituisca i particolari di queste vite“. Così parla, evidentemente emozionato, il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel.  E intanto anche il ministro della cultura Dario Franceschini applaude: “Dettagli sorprendenti, che permettono di compiere significativi passi avanti nella ricerca scientifica e che fanno di Pompei un modello di studio unico al mondo”. Una testimonianza importante della città romana seppellita dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. sembra la vecchia stanza da letto dei miei bisnonni,nel polesine:
    vivevano in una casetta a due piani alta meno di quattro metri che in pianta era forse uguale,
    e spesso durante l’inverno ricoveravano gli animali al piano terra,per scaldarsi.

    non è che sia cambiato poi tantissimo,da duemila anni fa al 1830…
    almeno per la povera gente.

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