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Roma, 11 mag – Torno nuovamente sul volume a più mani “Dall’islam in Europa all’islam europeo. La sfida dell’integrazione”, edito recentemente dalla Carocci, su cui ho già scritto in precedenza, sempre sul Primato on-line. Stavolta mi occupo del saggio di Franco Cardini intitolato “L’islam in Europa tra passato e presente”. Ovviamente non possono mancare i soliti riferimenti al contributo dell’islam alla ‘creazione’ dell’Europa, presentato come indiscutibile: “Sul fatto che l’islam sia parte dell’Europa, che esso abbia contribuito profondamente alla costruzione dell’identità europea, non possono esserci dubbi” (p. 18). In pratica, una questione storiograficamente aperta (ma poi davvero possono esistere questioni storiograficamente ‘chiuse’?) viene trasformata in un articolo di fede, in una verità ultima non più rivedibile dal lavoro degli storici.
Stessa pagina, altro passaggio problematico. Scrive Cardini: “Purtroppo nell’Europa attuale scarse sono le cognizioni storiche, mentre serpeggia, e va anzi rafforzandosi, un politically correct mediamente (e ‘moderatamente’) islamofobo”. Ritorna il mantra delle inadeguate conoscenze che, come ho spiegato nell’altro articolo, lungi dall’essere un invito a un positivo avvicinamento alla verità in quanto tale, sono piuttosto funzionali all’accettazione dell’islam sul suolo europeo. Anche il discorso sul politicamente corretto può essere facilmente rovesciato; basti pensare alla conformistica mobilitazione dell’intellighenzia ‘progressista’ contro il libro di Sylvain Gouguenheim, Aristote au Mont-Saint-Michel, reo di aver messo in discussione il presunto ‘debito’ contratto dall’Europa nei confronti della civiltà arabo-islamica. Infine, il ricorso allo stigma demonizzante (in questo caso, l’accusa di islamofobia) sarà certo capace di suscitare echi emotivi in alcuni lettori predisposti a questo tipo di reazione, ma di sicuro non fa fare un solo passo in avanti sulla strada della genuina conoscenza storica.
Altro punto criticabile a p. 14. Qui Cardini si lancia in uno spericolato comparativismo che francamente stupisce in uno storico di professione. Senza minimamente considerare le abissali differenze di contesto storico, Cardini infatti si domanda se, a fronte del chiedere conto collettivamente ai musulmani dei crimini dell’Isis, “sarebbero disposti i cattolici a riconoscere collettivamente la loro colpa, come credenti”, di una lunga sequela di ‘crimini’, partendo da quelli commessi dall’ordine teutonico per arrivare a quelli dei franchisti nella guerra civile spagnola, passando per i conquistadores e l’Inquisizione. Senza oltretutto avvedersi che l’assenza di “una Chiesa dalle chiare istituzioni gerarchiche” nel caso dei musulmani è un argomento che va a sfavore dei medesimi, diversamente da quel che pensa lo stesso Cardini, nel senso che un’organizzazione gerarchica concentra al vertice decisioni e responsabilità, imponendo sostanzialmente un forte vincolo di fedeltà in basso, laddove una religione ‘orizzontale’ come l’islam richiede responsabilità e prese di posizione in modo diffuso, praticamente a tutti i suoi membri. Non per niente Arnold Gehlen associava il fondamentale concetto di esonero proprio alla presenza delle istituzioni.
Per chiudere: a p. 17 Cardini sostiene l’idea, di per sé condivisibile, che si dovrebbe seguire il “dovere di giudicare ciascuna cultura iuxta propria principia, rinunziando alla tentazione di redigere una classifica qualitativa delle civiltà”. Però non pare rendersi conto che proprio il far perno su questo criterio può condurre a ritenere la cultura islamica non inferiore né superiore a quella europea, bensì ad essa estranea. Ma c’è di più: quando Cardini (p. 20) afferma che “la globalizzazione ha imposto una serie di ponti e di vie di comunicazione che sta dando e darà senza dubbio adito a crisi e a scontri, ma che nel suo complesso è irreversibile”, non si fa semplicemente apologeta del presente, quanto piuttosto finisce per contraddire radicalmente proprio quel principio più sopra indicato. Perché di certo non è per nulla semplice far convivere il ricorso al criterio della specificità irriducibile di ogni cultura e civiltà con ciò (la globalizzazione) che la nega per principio.
Giovanni Damiano

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5 Commenti

  1. Curioso che intellettuali del genere di cardini siano sempre in televisione e altri, che potrebbero fare da onesto contraddittorio, no.

  2. Abbiamo il papà che pensa di essere il padrone Dell Italia, è un maledetto servo Dell elite ed il suo compito è quello di commutata tutti i suoi fedeli in islamici, oppure in agnelli sacrificali(e ci sarà una strage casa per casa) con il consenso della bella politica e delle femministe. C’è tanto spazio nel deserto, vadano li a professare le loro flautolenze, questi personaggi vanno presi e portati via di peso. Purtroppo la “chiesa” Vaticano s. p. a. Ha tutti gli interessi a schiacciarci usando come arma un altro credo(fasullo come tutti gli altri) perché sono manipolabili, particolarmente avvinghiati socialmente a loro bel libro di istruzioni e con una violenza inaudita e il non rispetto faranno in modo che il volere della setta vaticana si avveri, vi ricordo che a Craxi per aver solo ventilato l’ipotesi di tassare i beni della Chiesa gli hanno minacciato di morte i figli e sono entrati a casa sua. Vaticano=islam=potere=morte.

  3. Il solito solone sinistrorso che pur di bruciare e distruggere la società in cui indegnamente sopravvive sarebbe capace di affermare che l’islamismo ci porterà su Marte e renderà Venere un giardino fiorito………..islam è oscurantismo, caverne umide,sottomissione, inferiorità della donna,tribalismo e doppiezza…….auguri.

  4. Cardini sembra un po’ di parte: già in passato ha scritto la prefazione al Corano di Hamza Piccardo (quello che oggi lancia l’idea del partito islamico italiano) e di altri esponenti Ucoii…

  5. Averoe che il gran commento feo
    Non vi dice nulla? Dante alighieri su rapporto cultura islamica e filosofia aristotelica
    Basta questo
    ISLAM È ASSIEME AD EBRAISMO E CRISTIANESIMO ,PARTE DELLA CULTURA ANCHE FILOSOFICA DELLA EUROPA ,LE TRADUZIONE ATABE DI CLASSICI GRECI, LE HA SALVATE ISLAM,O APPORTO CULTURALE ISLAM A EUROPA MEDIEVALE VEDASI IBN SINA….RASSEGNATEVI

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