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Questa piccola antologia sui deliri della femministe, o meglio neofemministe, è stata pubblicata sul Primato Nazionale di gennaio 2019

L’aria condizionata è sessista

Radhika Sanghani

Nel 2015 la columnist inglese Radhika Sanghani ha dichiarato, in un articolo sul Telegraph, che i sistemi di aria condizionata degli uffici sono sessisti: «Benvenuti nella vita di ufficio, dove le donne combattono ogni giorno con l’aria condizionata, e gli uomini non immaginano che questo sia un problema. Lavorano immersi nella temperatura dei loro sogni, mentre lasciano le donne a tremare». Pare infatti che i condizionatori, controllati dal maschio bianco eterosessuale e tarati sul proprio rozzo, privilegiato metabolismo, siano uno strumento di oppressione.

È offensivo che gli uragani più catastrofici abbiano solo nomi femminili

Ogni volta che negli Usa un uragano di entità disastrosa viene «battezzato» con un nome femminile (Doris, Katrina, Sandy, Irma), femministe e sodali scatenano un delirio social denunciando il sessismo della scelta: in questo modo, infatti, verrebbero rinforzati alcuni stereotipi femminili negativi – peraltro verissimi – come l’imprevedibilità, la furia irrazionale, la forza distruttiva. E si sa, l’efferatezza e l’empietà sono caratteristiche esclusivamente maschili…

Candeggina contro il manspreading

San Pietroburgo, settembre 2018: la studentessa di legge Ann Dovgalyuk si aggira per i vagoni della metropolitana versando una mistura di acqua e candeggina sulla zona pelvica di malcapitati passeggeri, maschi ovviamente, colpevoli di praticare il manspreading (la consuetudine tutta maschile di sedersi a gambe divaricate sui mezzi pubblici, invadendo lo spazio altrui). Gli sventurati vengono così «marchiati» con una macchia indelebile sui pantaloni e bollati come atroci oppressori: «Così tutti potranno immediatamente capire quale parte del corpo controlla il comportamento di questi individui», dichiara sorridente la Dovgalyuk. 

Il «meme del fidanzato distratto» è «discriminatorio del genere»

meme fidanzato Svezia

Tutti abbiamo imparato a conoscere questo meme: vi si vede un uomo che, nonostante tenga la mano della fidanzata per strada, si gira platealmente per ammirare una bella ragazza di passaggio. Ecco, la commissione di vigilanza dell’industria pubblicitaria svedese lo ha censurato bollandolo come «sessista» e «discriminatorio del genere», perché l’immagine presenterebbe le donne come «interscambiabili» e come meri «oggetti sessuali». 

Festival musicale svedese: vietato l’ingresso ai maschi cisgender

Nell’estate 2018 si è tenuta a Gotheborg la prima kermesse musicale al mondo avente come peculiarità il ban degli uomini cisgender: nati biologicamente maschi e che si identificano con il sesso assegnato loro alla nascita. Cioè uomini «normali». Il motivo di questa decisione è da ricercare nella scia di stupri e molestie che da anni, sempre più di frequente, accompagna gli eventi come festival, raduni e street parades nel Paese scandinavo. Ovviamente, nessuno si è premurato di quantificare quale fosse la percentuale di «nuovi svedesi» colpevoli di questi disgustosi crimini.

Gli abbracci dei parenti durante le feste sono molestie

Un post apparso nel 2017 sul sito delle Girl Scouts of America (sic) intimava i genitori di non forzare le figlie ad abbracciare e baciare i parenti in occasione dei pranzi di famiglia durante lle festività natalizie: se l’abbraccio natalizio allo zio Palmiro non è consensuale, si tratta di molestie, quando addirittura non si parla di incesto, e la ragazza o bambina in questione ha il diritto di ribellarsi a questa intollerabile, torbida pratica patriarcale.

La «cultura del consenso» parte dal cambio dei pannolini

Deanne Carson

La sedicente «esperta di sessualità» Deanne Carson, in un’intervista per Abc News, ha dichiarato che i genitori dovrebbero chiedere il permesso ai propri figli prima di cambiare loro i pannolini. Questo porterebbe alla creazione di una cultura del «consenso» all’interno del nucleo familiare, in grado di contrastare la tanto vituperata «cultura dello stupro» di cui la società occidentale sarebbe preda (a detta delle femministe). Come un bambino di nemmeno un anno possa dare consenso, non ci è ovviamente dato di sapere.

L’orgasmo femminile rinforza la «mascolinità tossica»

Tutte le femministe concordano su questo punto: gli uomini vogliono che una donna arrivi all’orgasmo solo perché questo li fa sentire più uomini: più esperti a letto, quindi più «maschi». Rinforzando quindi la «mascolinità tossica», che vuole l’uomo al centro del rapporto, della società, del mondo. Sarebbe quindi questo il motivo per cui le donne fingono gli orgasmi: per non deludere il proprio partner che tanto si è prodigato a rinforzare gli stereotipi di genere.

Il maschilismo dell’iPhone XS

Il design degli iPhone XS è stato criticato pesantemente dalle femministe: il modello è stato giudicato troppo grande per le mani delle donne. Caroline Criado Perez, un’attivista, ha dichiarato: «Ho avuto lesioni da sforzo ripetitivo a furia di utilizzarlo. Dato che le donne comprano più iPhone degli uomini, perché l’azienda non li progetta pensando a noi? Dovremmo essere furiose per questo motivo: paghiamo tanto quanto gli uomini un prodotto non adatto a noi».

Justin Trudeau: «La parola “umanità” è sessista»

trudeau da femminista a prevaricatore

In un incontro pubblico presso l’Università di Edmonton, il premier canadese Justin Trudeau ha corretto una ragazza rea di avere utilizzato il termine mankind («umanità»). «Molto meglio usare peoplekind, che è più inclusivo», ha affermato Trudeau. Sebbene la parola «umanità» in inglese sia di genere neutro, contiene la parola man, «uomo», che per Trudeau ha una connotazione sessista. Peccato che la parola peoplekind non compaia in alcun vocabolario.

Cristina Gauri

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