Roma, 8 mar – Non c’è che dire, Vauro è veramente un signore. Composto e per nulla maleducato durante i dibattiti televisivi, di umorismo fine e mai volgare quando disegna le sue vignette. Così nel, dibattito su Magistratura Democratica andato in onda a Quarta Repubblica e che aveva lui e Meluzzi come protagonisti, si è esibito in una serie di gestacci, improperi, versi, il tutto nel tentativo – alquanto puerile – di impedire al criminologo di esprimere la propria opinione. Il vignettista ha dato quindi sfoggio di argomentazioni e padronanza linguistica senza pari. Insomma, il copione è sempre il medesimo: accusano l’opponente politico di “seminare odio” e poi fanno peggio.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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