fiocco-azzurro-per-zuluRoma, 26 apr – “Il Tempo. Le Parole. Il Suono”. E’ disponibile da pochi giorni ed è il nuovo disco dei 99 Posse e già sappiamo che non starete nella pelle. Del resto, spiega Luca Persico, frontman storico del gruppo, “siamo ancora compagni, abbiamo solo cambiato il modo di dire le cose”. E non sarebbe la prima volta. Nel ’93 cantavano: “ho un rigurgito antifascista, se vedo un punto nero ci sparo a vista”. Ma quasi vent’anni dopo, con uno scioglimento nel 2004 ed una reunion nel 2009 appena alle spalle, sembravano molto più “prudenti”, per usare un eufemismo: “ci sono in giro dei fascisti che son pronti a farla finita con noi e con chiunque non si adatti al loro barbaro stile di vita”. “Combattiamo per salvarci la vita“, cantavano spauriti nel singolo “Antifa“. Incoerenza, direte voi. Forse. Ma perché escludere la possibilità che, nel corso di tutti questi anni di antifascismo, di fascisti da far fuori evidentemente non siano riusciti a beccarne, rimanendo comunque certi che siano ancora in giro e che l’abbiamo ossessivamente con loro, sempre e comunque pronti a sparargli a vista – per autodifesa seppur preventiva, sia chiaro? Il ragionamento suona un po’ contorto, è vero.  Peraltro il leader del gruppo, nel 2005, su Il Mattino, dichiarava: “le possibilità che il gruppo torni a suonare insieme sono pari a zero”. Altro indizio di incoerenza, ma non vorremmo giungere a conclusioni affrettate.

Luca Persico in arte “O Zulù”, d’altronde, ha attraversato e superato un periodo difficile a causa della sua tossicodipendenza. Magari aveva un po’ le idee confuse. Ma non state a fare i puntigliosi: già vi vediamo col dito puntato a chiedervi come si fa ad accusare i fascisti di “barbaro stile di vita” dall’alto della propria tossicodipendenza? Non fate i bigotti. Sono cose che succedono. E pazienza se anche il bassista del gruppo è finito nei guai per questioni di eroina. In realtà sono proprio dei bravi ragazzi. Lo ha dichiarato anche Zulù a la Repubblica: “Come Berlusconi ho dei precedenti, siamo tutti e due pregiudicati, ma non mi sento simile a lui”. E poi oggi si è ripulito. Niente più droga. “Siamo cambiati”, spiega. E non è tutto: “E’ venuto anche per noi il momento di confrontarci con i temi della morte e della sconfitta, con la consapevolezza di essere minoritari”. Quando si dice, la sobrietà. Finalmente parole sensate. “Nel 1991 eravamo nel coordinamento anti-imperialista e antinucleare, sembravamo indiani metropolitani”, racconta al quotidiano di De Benedetti, “eravamo l’ala creativa del movimento, alunni curiosi e svogliati di quella stagione. Abbiamo 45-47 anni e ci sembra più intelligente evitare di farci omologare dal mercato, che ha bisogno di ribelli a ogni costo. Fare questo mestiere è difficile. La politica si muove, evolve velocemente. Oggi combattiamo il mito di noi stessi”.

Sangue di Enea Ritter

Consapevolezza di essere minoritari e basta travestirti da ribelli ad ogni costo per i 99 Posse, dunque, ecco i punti fermi del nuovo tour partito con un concerto a Firenze lo scorso 22 aprile, proseguito al Villaggio Globale di Roma in occasione del 25 aprile e che farà poi tappa a Rende (Cosenza) per la festa del 1 maggio, al Leoncavallo di Milano il 13 maggio, per poi spostarsi a Torino il 20 maggio ed a Bologna il giorno successivo. Siamo sicuri che non vi perderete una data, soprattutto dopo le dichiarazioni di Persico al Corriere: “Sentivamo il bisogno di liberarci da stereotipi antichi. Non dobbiamo per forza vendere ricette per il cambiamento”. Da parte di tutti coloro che a quelle ricette non hanno mai creduto: alleluia, alleluia!

Emmanuel Raffaele

5 Commenti

  1. Per me rimangono sempre i soliti. La loro merda Universalista la vendono, la cantano, la propagandano, ieri come oggi.
    In sintesi è cambiato tutto per non cambiare nulla.

  2. compagni….i beatles non andarono in urss perche’
    per il pcus erano specchio del conservatorismo borghese.
    il compagno pol-pot e il compagno mao avevano proibito
    handel,bach,mozart…figuriamoci sti posse.
    qui da noi invece come gli inti illimani che si sono ormai stabiliti qui
    basta essere antifascisti ..e sei organico al potere

  3. Queato articolo è scritto in maniera ambigua e poco professionale.
    Enfatizza una tossico dipendenza e ne da una colpa per parole dette e cantate. Il riassunto dell’articolo è che nn vi piace il gruppo in questione e sopratutto le idee, ci può stare…. ma fare informazione ,per quanto musicale è ed deve essere una cosa seria… Per parlare di tossici ottimo si può fare oggi abbiamo l’esempio di Gianluca Grignani, ma lui nn è anti-fascista quindi va bene?

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