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“A Roma c’è l’estrema destra, qui no”: ci mancava solo l’idiozia di Sanchez

by Sergio Filacchioni
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estrema destra

Roma, 30 nov – “In Italia governa l’estrema destra: noi qui l’abbiamo fermata“. Lo ha affermato il premier spagnolo Pedro Sanchez nella sua prima intervista da quando è tornato al governo, alla tv pubblica Rtve. Poi ha rivendicato la scelta sull’amnistia agli indipendentisti catalani alla luce dell’esito elettorale.

Tutta colpa dell’estrema destra

 “Dopo le elezioni eravamo davanti all’alternativa tra un governo delle destre con Vox e un accordo per stabilizzare la Catalogna grazie a un progetto di legge del tutto costituzionale”. Questo quanto rivendicato dal premier spagnolo Sanchez, che pubblicamente ammette di aver aggirato l’ostacolo elettorale concedendo amnistia e governo ai separatisti catalani. Ora però sembra che voglia ergersi a baluardo d’Europa: “Alle elezioni spagnole del 23 luglio – osserva Pedro Sanchez – abbiamo salvato una sorta di match point molto importante: in Argentina un estremista di destra ha conquistato la presidenza grazie all’appoggio, non solo del suo elettorato, ma anche di quello della destra tradizionale di Macri. In Olanda ha vinto l’ultradestra e vediamo se andrà al governo con i popolari olandesi, in Italia sta governando l’estrema destra. Siamo testimoni dell’avanzata di governi reazionari che mettono in discussione elementi fondamentali come la partecipazione delle donne nella vita politica economica e sociale o che banalizzano l’emergenza climatica, che è uno dei principali problemi che ha l’umanità, non solo la Spagna”. Parole inaudite in totale spregio a qualsiasi verità, dal momento che in Italia come nel resto d’Europa governata dalla destra nessuna libertà fondamentale è mai stata messa in discussione, mentre nella sua Spagna è possibile freddare oppositori politici per strada.

La sindrome d’accerchiamento

“Noi abbiamo frenato questa onda con il responso delle urne, con il voto degli spagnoli”, ha detto il premier socialista, mentendo clamorosamente in perfetto stile sovietico, uno stile che è notoriamente avvezzo alla “sindrome d’accerchiamento”: a quanto pare per Sanchez sono tutti cattivi tranne lui. Una mitomania che rischia di alzare ancora di più la tensione in un momento davvero critico della storia spagnola, dove un 12% della popolazione è stato sostanzialmente dichiarato “nemico pubblico”.

Sergio Filacchioni

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