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Enzo MaiorcaSiracusa, 15 nov – “E’ stato un pescatore greco che mi ha spiegato come il cervello e il cuore umani fossero molto più sconosciuti degli abissi marini”. Enzo Maiorca è andato oltre, sparito nell’immensità del mare all’età di 85 anni. Apneista ha scritto la storia di questo sport facendo trattenere il fiato all’Italia intera durante le sue immersioni. Scoprì le profondità grazie ad un amico medico che gli mostrò un articolo inerente ai -41 metri raggiunti da Ennio Falco ed Alberto Novelli nel 1956. Il mare come riflessione, il mare come devozione da conservare e venerare in un patto profondo con la natura. Una natura da proteggere e difendere in qualità di uomo, attento e dedito alle sacre scritture.



“Faccio il segno della croce alla partenza e una volta riemerso, prima per chiedere poi per ringraziare”. Capace di bestemmiare in diretta, davanti alle telecamere di mamma Rai, quando nel 1974 andò a sbattere contro Enzo Bottesini, esperto di immersioni ed inviato televisivo per la Tv di Stato. Una rabbia figlia della dedizione e di un carattere tutt’altro che glaciale. Questo lo separava dall’asceta francese Jacques Mayol, suo più grande rivale assieme ad Amerigo Santarelli, Teteke Williams e Robert Croft.

Vegetariano dal 1967 – dopo aver ucciso una cernia – trovava la sua essenza solo immerso laddove l’acqua diventava più blu. “Quando, muniti di zavorra, ci si abbandona senza pinneggiare, senti il corpo che pian piano svanisce. E’ come se ci si sciogliesse”. Avulso da sentimenti, avulso da sensazioni come nelle ricerche di un altro grande siciliano, tale Franco Battiato. Oggi la sua Siracusa sarà vestita a lutto per omaggiarlo. Una personalità che portò le battaglie ambientali anche in Senato sotto l’ala di Alleanza Nazionale. A bagno nella fiamma quella di cui parlò Lucio Battisti ne La canzone del sole: “Ma ti ricordi le onde grandi e noi/ gli spruzzi e le tue risa/ cos’è rimasto in fondo agli occhi tuoi/ la fiamma è spenta o è accesa?/ O mare nero, o mare nero, o mare ne…/ tue eri chiaro e trasparente come me”. 

Lontano dalle logiche della politica assoggetta alle multinazionali ha dimostrato che, sopratutto, da destra può arrivare un contributo, disinteressato, alla madre dei nostri secoli, la Terra. Come ricordato da Gianluca Veneziani, sulle colonne di Libero, tutto questo “ci permette di ricordarlo come un grande sub prestato alla politica e non come un mediocre politico prestato alla pesca subacquea quale è stato Gianfranco Fini.

Maiorca ci riporta ai versi de I Malavoglia redatti da Giovanni Verga. “Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”, uno stato mentale che diventa il fine ultimo della vita.

Il record di Enzo Maiorca, apnea in assetto variabile, a 101 metri registrato a Siracusa nel 1988 all’età di 55 anni

Lorenzo Cafarchio

 



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5 Commenti

  1. Credeva nell’impossibile… tant’è vero che credeva in Dio!
    L’intelligenza senza logica è come il giorno senza la luce.
    Grande uomo comunque e nonostante!

  2. Riprendere gli articoli di quei pennivendoli di “Libero” è veramente patetico! Un giornaletto del DELINQUENTE Angelucci che adesso viene preso anche con le citazioni dei suoi pennivendoli asserviti mi pare troppo!

  3. io che son l’uomo della strada come mai ne vengo a conoscenza solo ora di questo grande Italiano?
    questo è un altro sportivo che ancor oggi dev’esser famoso e portato come esempio ai giovani…
    cultura caxxo!
    conoscenza!
    esempio!

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