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Agrigento, 3 set – “Nonostante le minacce e la rinuncia alla scorta, continuerò personalmente ad accompagnare dalle forze dell’ordine tutti gli imprenditori che vogliono scegliere un percorso di legalità, un cammino che però deve essere sostenuto da una vera e propria squadra formata dagli organi dello Stato ma anche dal mondo dell’associazionismo e sindacale perché per sconfiggere la mafia, non bastano gli sforzi dei singoli ma ci vuole il contributo di molti. Un lavoro di coalizione che però non deve essere finalizzato solamente alla consegna alla giustizia dei mafiosi ma che aiuti chi denuncia a continuare a vivere e lavorare serenamente nella propria terra”. Così ha detto Ignazio Cutrò, coraggioso testimone di giustizia dell’entroterra agrigentino e presidente della prima Associazione Nazionale di Testimoni di Giustizia italiani.
“Mai piegare la testa al racket, gli imprenditori siciliani che come me, come Daniele Ventura e Vincenzo De Marco, hanno scelto di denunciare, hanno si perso tutto ma non la dignità, per questo motivo invito tutti gli artigiani, commercianti e imprenditori taglieggiati ad affidarsi alla giustizia e a denunciare gli estorsori”, questo l’appello lanciato dal testimone di giustizia di Bivona.
Secondo i dati del ministero dell’Interno, in Provincia di Agrigento, si sarebbe registrato un incremento delle denunce di casi di estorsione ma, al contempo, sarebbero cresciuti anche i casi di minacce e i danneggiamenti.
Secondo i dati del ministero dell’Interno, in Provincia di Agrigento dal 1 giugno al 31 dicembre del 2017, si è registrato un incremento delle denunce di casi di estorsione pari al 78% rispetto al semestre precedente. Sempre nello stesso periodo però sono cresciuti anche i casi di minacce, +20% con oltre 400 episodi accertati nell’agrigentino. In aumento anche i danneggiamenti, oltre 500 episodi, di vigneti e uliveti. Dati che preoccupano ma che secondo la Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento sono sostanzialmente in linea con l’ultimo quinquennio.
Le estorsioni, tradizionalmente precedute da minacce, intimidazioni e danneggiamenti, colpiscono imprenditori e operatori commerciali dei settori più diversi. La crisi di liquidità poi porta la mafia a concentrarsi principalmente sui piccoli imprenditori e commercianti al minuto.
Secondo la DIA c’è ancora un nutrito gruppo di imprenditori compiacenti che mettono a disposizione dell’organizzazione mafiosa la propria impresa, con i relativi requisiti economici e tecnici, al fine di turbare gare di appalto, o prestandosi a partecipare in associazione temporanea di impresa per conto di cosa nostra, ed è anche a questi imprenditori compiacenti che è rivolto l’appello del presidente dell’Associazione Testimoni di Giustizia che incalza “se siete con loro siete come loro”, conclude Cutrò, “l’aver denunciato i miei estorsori, ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia, mi ha, però, reso orgoglioso per essermi ribellato al malaffare fidandomi delle Istituzioni e per avere ottenuto, grazie alla mia testardaggine, alcune normative che oggi sono riferimento per tutti i Testimoni di Giustizia”.
Gaetano Montalbano

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