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Roma, 3 set – “Dubbi dei mercati? Saremo compresi dai fatti. Mi stupisce che non si apprezzi il fatto che manteniamo gli impegni espressi in campagna elettorale”. Ne è convinto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenuto ai microfoni di Radio 24. “In passato il Pd ha fatto quello che diceva l’Europa e gli italiani non stanno meglio e c’è più debito. Io voglio fare spesa utile, spero che rientri nei canoni europei“, precisa Salvini.
“Non posso pretendere che l’anno prossimo tutti paghino il 15% di tasse. Ma nella manovra ci sarà un primo passo – assicura il leader della Lega – e tanti italiani, tanti artigiani e tanti professionisti pagheranno meno tasse“.
Poi il vicepremier è tornato sulla questione del nome della Lega: “Da noi non nasce nessun nuovo partito: questi divertimenti li lascio al Pd, di congressi, di cambio di nomi. Io parlo di asili nido, di quello che serve alla gente“.
Anche ieri, a Bargamo, Salvini era intervenuto sul nodo degli impegni Ue ma anche sulle vicende legate al processo che coinvolge la Lega. “No, il nome Lega non si tocca“, aveva precisato, togliendo ogni dubbio a chi crede che il Carroccio cambierà nome se il Tribunale del riesame bloccherà i fondi della Lega. “La Lega c’è e ci sarà, coi soldi o senza, con condanne o senza. Perché la Lega è il popolo e il popolo non lo ferma nessuno. Preferisco avere cervello pieno e le tasche vuote e non come il Pd che ha le tasche pieno e il cervello vuoto”, affonda dal palco per poi aggiungere: “Noi non facciamo politica in base ai soldi e alle sentenze di questo o di quel magistrato. Abbiamo un programma di governo e quello rispettiamo. A tasche piene o a tasche vuote, colpevoli o innocenti”.
Poi il ministro dell’Interno si è rivolto ai magistrati che indagano su di lui in merito alla vicenda della Diciotti: “Dico con immenso affetto al Procuratore di Agrigento che se arriverà un’altra nave in un porto italiano farò esattamente quello che che ho fatto quest’estate, né più ne meno“. Mentre all’Europa e al ministro dell’Economia Giovanni Tria, Salvini manda a dire: “Il vincolo del 3% lo sfioreremo dolcemente, come i leghisti sanno fare, senza superarlo“, aggiungendo infine che “le concessioni sono da rivedere tutte, una per una”.
Insomma, tornando alla vicenda giudiziaria che coinvolge il Carroccio, a quanto pare, la Lega non cambierà nome. Perché è vero che il pm di Genova, Francesco Cozzi, dice che con un nuovo partito nessuno “potrebbe aggredire i versamenti futuri”, ma fonti leghiste, prima che parlasse il leader, ricordavano che non solo politicamente, ma anche giuridicamente, la Lega che s’è presentata il 4 marzo è già un partito diverso da quello “padano” di Umberto Bossi. I parlamentari eletti sono infatti già iscritti a un soggetto giuridico registrato che si chiama “Lega per Salvini premier“. Un nome nuovo. Detto questo resta l’attesa per l’udienza del Tribunale del riesame, fissata per mercoledì 5.
Infine, il Carroccio chiarisce anche che nessuno a Via Bellerio ha mai pensato a un partito unico del centrodestra. Ipotesi del resto negata con vigore da tutti le altre forze della coalizione.

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