Roma, 11 giu – Il sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua giunta a 5 Stelle a quanto pare hanno dei superpoteri. Infatti, sono riusciti a risvegliare il Partito democratico che, almeno nella Capitale, rialza la testa dopo la performance alle elezioni municipali di ieri. Sì, perché la pessima amministrazione pentastellata ha fatto crollare i consensi per i grillini.
Nell’VIII Municipio, il centrosinistra, guidato da Amedeo Ciaccheri del centro sociale La Strada, strappa al primo turno la presidenza proprio ai grillini. Lo stesso vale per Giovanni Caudo, ex assessore all’Urbanistica della Giunta Marino, che nel III Municipio (prima a guida grillina) prevale sull’ex vicequestore Francesco Maria Bova indicato dalla Lega, e con il 42% delle preferenze tornerà tra due settimane al ballottaggio.
Il dato più importante è però quello dell’astensione. La percentuale di votanti si attesta sotto al 28%. Secondo i dati riportati dal Comune si sono recati alle urne il 27,08% degli aventi diritto pari a 78.511 persone su 289.912. Più bassa la partecipazione nel municipio III del Nomentano, dove ha votato il 26,49% dei cittadini; un po’ più alta nell’VIII della Garbatella dove la percentuale è stata del 27,94%. Ma il calo è impressionante: alle precedenti elezioni amministrative nel III Municipio al primo turno aveva votato il 59,76% degli elettori nell’VIII il 57,46%.
Forse che gli elettori grillini, amaramente delusi dall’amministrazione nei rispettivi municipi, hanno preferito restare a casa? (Oppure andare al mare?). A tal proposito segnaliamo il solito Codacons che, visto che i cittadini hanno bocciato Raggi e grillini, chiede addirittura il commissariamento del Comune di Roma. In ogni caso, il M5S capitolino e la Raggi sono i grandi sconfitti del voto romano. La presidente pentastellata uscente del III Municipio Roberta Capoccioni passa dai 25.669 voti raccolti nel 2016 a circa 8.600 – un tracollo epocale – e il delegato della sindaca Enrico Lupardini, ex presidente M5S del Consiglio municipale, raccoglie appena 4.271 voti di list contro i quasi 18mila (17.707) raccolti dall’ex presidente a 5 Stelle Paolo Pace, oggi passato tra le file di Fdi.
Il Pd torna ad essere primo partito. Ma anche il centrodestra si è ringalluzzito e punta tutto sul ballottaggio nel III Municipio.
Certo è che più che merito dei dem o dell’effetto Zingaretti alla Pisana, dove il Pd “allargato” pare funzioni meglio, il risultato elettorale è tutto demerito della Raggi. Quindi il centrosinistra stia attento a cantare così presto vittoria. Visto che prima dei grillini in Campidoglio c’è stato un certo Ignazio Marino, campione anche lui di mala gestione.
Adolfo Spezzaferro

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