Roma, 2 set – L’attentato è a Cristina Kirchner, vicepresidente dell’Argentina. In forma classica: colpo di pistola. Un colpo che, però, non parte.

L’attentato alla Kirchner e la pistola inceppata

L’arresto riguarda un uomo che, a Buenos Aires, ha attentato alla vita del vicepresidente Cristina Kirchner, mentre la donna stava scendendo dalla sua automobile, come riporta Tgcom24. A confermare tutto è stato il ministro della sicurezza Anibal Fernandez. Sui media argentini si è diffusa l’immagine di una persona che mira alla testa del vicepresidente che esce dall’auto, nel quartiere Recoleta della capitale. L’uomo, in mezzo alla folla che chiede autografi, preme il grilletto – come conferma di nuovo Fernandez – ma “il colpo non è partito”. Di seguito, il video tratto dalla Televisione pubblica argentina.

Le accuse al vicepresidente

La Kirchner, 69 anni, è nell’occhio del ciclone per una serie di inchieste che la riguardano. Su tutte, la donna è accusata di frode e corruzione per alcuni appalti pubblici nella sua roccaforte di Santa Cruz nel corso dei suoi due mandati presidenziali (il primo del 2007 e il secondo nel 2015). E per lei è stata richiesta una condanna 12 anni di reclusione, oltre che l’interdizione a vita dai pubblici uffici. Il presidente argentino Alberto Fernandez sul tema è stato molto diplomatico, limitandosi a chiedere sicurezze sulla dinamica dell’attentato alla magistratura: “Ho parlato con il giudice che sta indagando sull’incidente. Le ho chiesto di accertare fatti e responsabilità il prima possibile”. Il capo del governo argentino lo ha definito “l’incidente più grave da quando abbiamo recuperato la democrazia”.

Alberto Celletti

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