Roma, 2 set – Le elezioni politiche del 25 settembre si stanno avvicinando. Tutti partiti hanno pubblicato i propri programmi elettorali. In questo articolo, ci concentreremo in particolare sulla questione immigrazione.

Immigrazione, i programmi dei partiti del centrodestra

Il centrodestra ripropone i Decreti sicurezza che erano stati emanati durante il governo gialloverde, poi di fatto cancellati dal governo giallorosso, il quale reintrodusse l’anomalia solo italiana della protezione umanitaria. Il centrodestra propone la creazione di hotspot in territori extra-europei, gestiti dall’Unione europea, dove verranno valutate le richieste d’asilo degli immigrati. Indica come strumento per la difesa dei confini nazionali il “Nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo” della Commissione europea in cui si parla principalmente di ricollocazioni in Europa (ormai un’utopia), di approcci inclusivi e di solidarietà europea. Nel Patto, all’interno della sezione riguardante la gestione delle frontiere esterne dall’Unione Europea, si legge “La ricerca e il soccorso continui da parte di navi private (Ong, ndr) comportano anche responsabilità per gli Stati membri” e “La responsabilità della ricerca e del soccorso ricade sugli Stati membri costieri, ma la gestione della migrazione in Europa è responsabilità dell’UE nel suo insieme”. Non può, quindi, essere definito uno strumento per la difesa dei confini italiani. Inoltre, il centrodestra propone una gestione ordinata dei flussi legali di immigrazione. Nel maggio scorso, il sottosegretario agli Interni della Lega, Nicola Molteni, aveva annunciato un ulteriore aumento dei permessi di soggiorno degli stranieri nel prossimo Decreto flussi “per corrispondere prontamente alle richieste che arrivano dal mondo produttivo”. Nel Decreto flussi varato nel 2021, si era già passati dalle 30.850 unità alle 69.700 unità, un aumento del 126 per cento.

La Lega, nel suo specifico programma, propone “nessuna modifica alla normativa sulla cittadinanza” (no allo ius soli, allo ius scholae e ius culturae) e lo “stop alle sanatorie come quella della Bellanova-Lamorgese del 2020” per gli immigrati clandestini già presenti in Italia, di “confermare e rafforzare il Memorandum con la Libia e la Guardia costiera libica” per fronteggiare le partenze dal Paese Nordafricano, e il “pattugliamento congiunto nelle acque territoriali in Libia e Tunisia previo accordi con i rispettivi governi con la previsione di istituire nei due Paesi del Nord Africa centri di identificazione, hotspot, con la presenza di organizzazioni internazionali umanitarie quali Iom e Unhcr, attraverso la creazione di zone di sicurezza protette e tutelate”. Inoltre, la Lega propone di “incentivare la presentazione di domande d’asilo per essere accolti in Italia esclusivamente nelle sedi diplomatiche italiane o dell’Unione Europea presenti nel Paese di appartenenza del migrante o nei Paesi limitrofi”, proposta però che probabilmente causerebbe il caos nelle sedi diplomatiche italiane in Africa e nel Medio Oriente. Per quanto riguarda la difesa dei confini nazionali, il partito di Salvini vorrebbe “ripristinare i divieti di ingresso, sosta e transito in acque nazionali per le Ong straniere riaffermando il principio della sicurezza negli ingressi nelle acque nazionali”, manovra che fu efficace nell’inibire i traghettamenti dalla Libia all’Italia delle navi delle organizzazioni private straniere durante il governo gialloverde. Inoltre, la Lega propone di “rivedere e riaffermare un Nuovo codice di condotta per le organizzazioni non governative, introduzione del sequestro amministrativo, confisca e multe per chi viola il divieto di ingresso al fine di tutelare la sicurezza nazionale”, una “estensione della lista dei Paesi Sicuri, introdotta nel 2019, per agevolare le espulsioni da parte dei richiedenti asilo che non arrivano da Paesi in guerra anche attraverso procedure accelerate in frontiera”, il “ripristino del periodo di permanenza nei Cpr, centri permanenza per i rimpatri, fino a 180 giorni, creazione nuovi Cpr (uno per Regione) al fine di agevolare i rimpatri sia di polizia che volontari assistiti, sviluppare accordi, anche attraverso incentivi economici e commerciali, per i rimpatri con i Paesi terzi”. Infine, per quanto concerne all’accoglienza, la Lega vorrebbe “rivedere e ridefinire le procedure di assegnazione dei servizi e delle forniture e dei beni di gestione dell’accoglienza (siamo tornati ai €35 al giorno di diaria), ripristinando i costi e servizi per migrante nell’interesse del richiedente asilo e non dei soggetti gestori”.

Fratelli d’Italia ha più volte proposto il “blocco navale”. Nel suo programma, viene definito come “blocco degli sbarchi per fermare, in accordo con le autorità del Nord Africa, la tratta degli esseri umani”, ovvero i respingimenti assistiti, già nel programma elettorale del centrodestra del 2018. Inoltre, il partito di Giorgia Meloni propone il “contrasto alle attività delle Ong che favoriscono l’immigrazione clandestina”, una proposta, come quella della Lega, che contrasta però con il nuovo “Patto per le migrazioni e l’asilo” della Commissione europea, inserito come cardine nel programma del centrodestra unito.

Per contrastare l’immigrazione clandestina, nel suo programma, Forza Italia propone una “collaborazione continua con i Paesi di partenza e di transito”, il “blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e stipula di nuovi trattati e accordi economici con i Paesi di origine dei migranti”, l’attuazione del “Nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo” della Commissione europea, le utopie della “redistribuzione obbligatoria degli immigrati nei Paesi europei e gestione comunitaria dei rimpatri”, e un “piano ‘Marshall’ Europeo di aiuti per l’Africa per ridurre signifi­cativamente l’immigrazione e aumentare la collaborazione militare con i Paesi del Nord Africa e del Corno d’Africa”.

Il programma di ItalExit

Tra i punti “cruciali” del suo programma, ItalExit evidenzia “lo stop all’immigrazione clandestina che è uno dei motivi principali dell’aumento della criminalità” in Italia. Per questo motivo, propone di bloccare le partenze degli immigrati nel Nordafrica, utilizzando “una forza internazionale di pace e di assistenza umanitaria di almeno 50.000 uomini che vada a mettere in sicurezza le coste delle Libia”. Inoltre, “questa forza deve essere multilaterale, con l’appoggio del governo libico e sotto il controllo dell’Onu; dovrà non solo controllare le coste per evitare gli imbarchi ma anche gestire e attrezzare i campi profughi”. Il partito di Gianluigi Paragone afferma che “le organizzazioni internazionali (Iom e Unhcr, ndr) percepiscono miliardi di dollari dagli Stati appartenenti e quindi devono farsi carico delle questioni globali”. Inoltre, ItalExit propone di “modificare le attuali leggi in materia di controlli sia fiscali che di aderenza dei prodotti alle normative interne” per meglio controllare le attività gestite dagli immigrati. ItalExit sottolinea anche una verità fondamentale: “Politiche buoniste e sconsiderate danneggiano gravemente tutti i cittadini sia italiani, sia stranieri, oltre a privare i Paesi di provenienza di risorse umane e professionali irrinunciabili per poter crescere economicamente”. Per contrastare la crescente criminalità straniera in Italia e per rendere più sicure le città italiane, “ItalExit realizzerà un piano di assunzioni immediate che implementino le Forze dell’ordine e investimenti che permettano di utilizzare in modo sinergico le più recenti dotazioni tecnologiche, insieme a nuove politiche di tutela del territorio”.

Il programma di ItalExit evidenzia pure la problematicità dei campi rom: “È impensabile che al giorno d’oggi esistano campi con migliaia di nomadi di cui non si sa nulla; la cronaca ci parla continuamente di situazioni al limite che vedono coinvolti gli abitanti di queste vere e proprie città nelle città”. Per risolvere questa stortura italiana, il partito di Paragone propone di risolvere il problema alla radice “creando dei campi molto più piccoli, con al massimo dieci famiglie, non di più, allocati al di fuori delle città”. Secondo ItalExit, “vivere in un campo nomadi deve essere una situazione temporanea; i nomadi devono essere spinti ad integrarsi nella società, a cercare un lavoro e a mandare i figli a scuola”.

Partito Democratico

Nel programma del Partito Democratico, non esiste nessuna proposta per la gestione dell’immigrazione clandestina: “Siamo stati, siamo e saremo sempre contro politiche di respingimenti, apparenti ‘chiusure dei nostri porti’ o, addirittura, non meglio precisati ‘blocchi navali’. Al contrario, il Pd vuole “l’allargamento dei corridoi umanitari (promossi da Comunità di S. Egidio, ARCI, Federazioni Chiese Evangeliche, Tavola Valdese e Caritas)”, l’abolizione della legge Bossi-Fini e l’istituzione di “un’Agenzia di Coordinamento delle politiche migratorie che diventi il principale attore di riferimento per tutto ciò che riguarda il monitoraggio e la gestione dei flussi, del rispetto dei criteri d’accoglienza e dell’efficacia delle politiche di integrazione nella società e nel mondo del lavoro”. Il Pd chiede anche il “superamento del Regolamento di Dublino” e la “costruzione di una vera politica europea su migrazione e accoglienza”. In altre parole, il partito di Enrico Letta si fa promotore dell’utopia della solidarietà europea.

Nel programma del Pd, non poteva mancare lo ius scholae: “Chi è figlio di genitori stranieri e studia in Italia diventa cittadino italiano”. Il Partito Democratico afferma che esistono “ingiuste discriminazioni” nei confronti dei bambini stranieri. Nemmeno nel suo programma, però, spiega quali sarebbero queste discriminazioni. I minorenni italiani e stranieri hanno i medesimi diritti e, non dimentichiamo, i medesimi doveri.

Gli altri partiti del centrosinistra

L’Alleanza Verdi e Sinistra vuole una “Europa solidale e aperta, che non volti le spalle a chi scappa da guerre, fame e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici” e chiede la fine della “pratica di esternalizzazione delle frontiere” (come l’accordo Italia-Libia per fermare le partenze dalle coste libiche), la riforma del diritto d’asilo “respingendo il principio del primo approdo” e la realizzazione di una “una concreta solidarietà tra i Paesi”. Inoltre, propone una nuova legge sulla cittadinanza “che parta dallo ius soli e dallo ius scholae, per restituire piena dignità ai tanti e alle tante cittadine che ‘da straniere/i’ contribuiscono alla ricchezza del nostro Paese”.

Nel suo programma, il partito di Emma Bonino propone “canali di accesso legali a cittadini stranieri di Paesi esterni all’Unione Europea”, la “reintroduzione del sistema dello sponsor e regolarizzazione di lavoratori stranieri già presenti in Italia”, l’abolizione della Legge Bossi-Fini e la fine dell’accordo Italia-Libia con il conseguente sostegno italiano alla Guardia costiera libica. Come gli altri partiti della coalizione di centrosinistra, Più Europa chiede una riforma della disciplina in materia di cittadinanza attraverso l’introduzione dello ius scholae.

Nel suo programma, Impegno Civico, il partito di Luigi Di Maio, non fa alcun riferimento all’immigrazione clandestina nel suo programma. Durante la campagna elettorale del 2018, l’allora capo politico del Movimento 5 stelle chiamava le navi delle Ong “taxi del mare” e prometteva di azzerare gli sbarchi di immigrati in Italia.

Movimento 5 stelle

Il partito di Giuseppe Conte propone la “adozione di un meccanismo comunitario per definire la gestione dei flussi migratori e le operazioni di primo intervento, nonché la successiva accoglienza, ripartizione e distribuzione tra i Paese membri dell’Unione europea”. Il Movimento 5 stelle è, quindi, passato dall’“Obiettivo sbarchi zero” del programma elettorale del 2018 all’utopia della solidarietà europea. Come i partiti della coalizione di centrosinistra, il M5S propone l’approvazione della legge sullo ius scholae “per riconoscere la cittadinanza al minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso, qualora abbia completato regolarmente uno o più cicli di studi”.

La coalizione Azione-Italia Viva

Nel programma, la coalizione di Carlo Calenda e Matteo Renzi propone di aumentare i flussi migratori e di modificare le politiche di asilo, per sopperire al calo demografico in Italia. Inoltre, chiede di ripristinare forme di immigrazione regolare e programmata attraverso “accordi di cooperazione con i Paesi di origine e di transito” e di distinguere tra “profughi umanitari (che hanno specifiche tutele internazionali) e migranti economici (che potrebbero inserirsi direttamente nel mercato regolare del lavoro solo con permesso di soggiorno ad hoc)”. Il cosiddetto terzo polo afferma che “è paradossale che oggi, in presenza di fabbisogno di manodopera, i visti rilasciati per lavoro siano una risibile minoranza”. Vengono proposte anche l’istituzione di un “Ministero per le migrazione”, la redistribuzione degli immigrati sbarcato in Italia nei Paesi membri dell’Unione europea, una sanatoria dei clandestini che lavorano in territorio italiano, e l’introduzione dello ius scholae.

Le nuove coalizioni

Nel suo programma, Italia Sovrana e Popolare propone lo stop alle “migrazioni forzate” causate dalle diseguaglianze economiche tra Paesi avanzati e il “Terzo Mondo”. Nel programma di Alternativa per l’Italia, non ha trovato spazio la problematica dell’immigrazione clandestina. Unione Popolare, coalizione di Luigi De Magistris e Potere al popolo, propone di cancellare le “politiche di criminalizzazione degli immigrati”, l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la definizione di “canali di regolarizzazione permanente per chi vive stabilmente nel nostro Paese ma si vede negata la possibilità di avere titoli di soggiorno”, il non rinnovo dell’Accordo Italia-Libia, la chiusura dei centri per il rimpatrio, l’approvazione dello ius soli e la riforma della legge sulla cittadinanza per permettere agli stranieri di ottenere la cittadinanza dopo 5 anni di permanenza in Italia. Nel programma di Vita, il movimento guidato da Sara Cunial, si legge: “Stop all’immigrazione clandestina in tutte le sue forme attraverso l’autodeterminazione delle persone e delle comunità, per la fine di ogni tipo di neocolonialismo estrattivista”.

Tabella riassuntiva

Francesca Totolo

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4 Commenti

  1. Ok e per l’uscita dall’euro e dall’europa?
    https://www.eutimes.net/2018/10/majority-of-italians-want-to-leave-eu/

    O dopo la figura di m… che ha generato il tracollo di #M5S e #Lega trombati per il mancato rispetto di quanto propagandato durante la precedente campagna elettorale per le politiche
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2018/10/20/indecisi/

    (gli avranno promesso scarpe di cemento?)

    nessuno affronta più il tema anche perché sa che la maggioranza ita(g)liana non ha le palle?
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/09/19/palle-non-balle/

    Vera uscita senza cooperazione con nessuno, sovranismo senza se e senza ma.

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