Roma, 16 giu – I primi tre astronauti europei sulla Luna: è il risultato raggiunto al termine del Council dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) che si è tenuto nel Centro tecnologico dell’Esa (Estec) a Noordwijk nei Paesi Bassi, al quale ha partecipato anche l’amministratore capo della Nasa Bill Nelson. All’inizio parteciperanno alle missioni a bordo della futura stazione spaziale Gateway, nell’orbita lunare, ma poi si prepareranno a camminare sul suolo del nostro satellite.

Gli astronauti e la guerra

La guerra ha fatto sentire tutto il suo peso nel mondo spaziale, cancellando collaborazioni e facendo rinviare una missione importante come quella di Esa e Russia su Marte, ExoMars, che avrebbe dovuto essere lanciata quest’anno. Dopo lo stop e un rinvio a non prima del 2026, adesso ExoMars si prepara a vedere un ruolo più importante da parte degli Stati Uniti. La Nasa ha già fornito lo strumento Moma per il rover Rosalind Franklin il cui futuro, ha detto Aschbacher, sarà discusso nel prossimo Council dell’Esa previsto in luglio. Una presenza significativa – quella della Nasa – a sottolineare come i rapporti fra le agenzie spaziali dei due Paesi siano diventati ancora più solidi dopo che l’invasione dell’Ucraina ha portato l’Esa ad interrompere ogni collaborazione con la Russia. La collaborazione con Marte comprende anche la partecipazione dell’Esa al programma Mars Sample Return della Nasa e quest’ultima sta definendo “il modo migliore per supportare i nostri amici europei nella missione ExoMars”, ha detto Nelson. La collaborazione internazionale prosegue invece senza scosse nella Stazione Spaziale Internazionale (Iss), dove “astronauti americani e russi lavorano insieme in modo professionale – ha detto l’amministratore capo della Nasa – ed è molto professionale anche la collaborazione fra il centro di controllo della Iss negli Stati Uniti e in Russia. A dispetto delle tragedie in corso in Ucraina, la partnership sulla Iss è solida”. È “molto forte” anche la partnership fra Esa e Nasa, ha detto Aschbacher, che vede nell’accordo sulle missioni lunari “un primo passo estremamente importante per portare in seguito l’Europa sulla superficie della Luna”.

Europei sulla Luna

Una posizione condivisa da Nelson: “non vediamo l’ora – ha detto – che un astronauta dell’Esa si unisca a noi sulla superficie della Luna e continui a costruire sulla nostra partnership di lunga data e fondamentale”. La collaborazione per la stazione spaziale Gateway rientra nell’accordo già firmato da Esa e Nasa nell’ambito del programma Artemis, che “nel 2025 porterà la prima donna e farà tornare il primo uomo sulla Luna”, ha detto Nelson. L’Esa intende però portare sul tavolo della sua Conferenza Ministeriale di fine anno altri due progetti: quello del lander Argonauta, come è stato chiamato il lander EL3 (European Large Logistic Lander) destinato a consegnare materiali, rifornimenti e infrastrutture sulla superficie lunare, e il programma Moonlight, destinato a fornire servizi di comunicazione e navigazione per l’esplorazione della superficie lunare. L’azienda britannica Sstl sta già costruendo ì Lunar Pathfinder, il primo satellite lunare per le telecomunicazioni e la Nasa lo porterà nell’orbita lunare, in cambio dell’accesso ai segnali. Europa e Stati Uniti, infine, uniscono le forze anche nel campo dell’osservazione della Terra, per la salvaguardia del pianeta e per studiare il cambiamento climatico, grazie all’accordo quadro firmato nell’ambito del Council. Le due agenzie spaziali prevedono di condividere i dati in questo campo per offrire un supporto ancora più vasto alle ricerche sul clima. “Quando si tratta di sfide globali, come la crisi climatica, ognuno ha il proprio ruolo da svolgere, ma – ha detto Aschbacher – è solo unendo le forze che possiamo ottenere di più”.

Sergio Filacchioni

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta