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Torino, 13 lug – L’auto inglese più iconica in salsa moderna. In realtà di Albione è rimasto solo lo stabilimento dove è prodotta, ad Oxford. Il marchio della Mini è di proprietà del gruppo BMW e la seconda serie denominata in codice F54, a cui appartiene l’esemplare provato, Mini Clubman Cooper S All4 cambio automatico, si basa sulla piattaforma BMW UKL2 che è adottata anche da BMW Serie 2 Active e Gran Tourer, Serie 1, X1 e la futura Serie 2 coupè.

L’evoluzione dal modello precedente ha portato in dote un cospicuo aumento della dimensioni, 310 mm in lunghezza e 116 mm in larghezza, a tutto vantaggio dello spazio per passeggeri e bagagli oltre ad una più comoda configurazione a 4 porte convenzionali per l’accesso all’abitacolo in luogo della precedente a 2 porte più una mezza sul lato destro apribile controvento. Rimane l’originale suddivisione del portellone bagagliaio in 2 sportelli ad apertura orizzontale che permette di avere l’apertura automatica senza l’ausilio di motorini elettrici (ovviamente solo l’apertura e non anche la chiusura), ma la cui contropartita può essere la difficoltà di accesso ai bagagli nei parcheggi in linea se ci si posiziona troppo vicini al veicolo posteriore.

Il concetto fondante della Mini Clubman è il voler essere una vettura del segmento B (come Fiat Punto, Renault Clio, Ford Fiesta, Volkswagen Polo etc.) in versione station wagon dal taglio contemporaneamente lussuoso e sportivo; in quest’ottica l’abitabilità interna come quantità di spazi e distribuzione dei medesimi è da vertice della categoria, può competere senza problemi con vetture di categoria ben superiore. La posizione di guida ottenibile grazie anche alle molteplici regolazioni disponibili è ottima, caratterizzata da un piano di seduta basso e distesa come nelle classiche berline quindi se preferite la cosiddetta “guida dall’alto” tipica dei suv dovrete piuttosto orientarvi verso la Countryman volendo rimanere in casa Mini. Il difetto riscontrato in questo ambito riguarda il piano di seduta delle poltrone anteriori: troppo stretto a causa di fianchetti eccessivamente invasivi che vanno a puntare contro le gambe rendendo scomodi i viaggi lunghi. La disposizione dei vari comandi è valida, ben studiata, ma il gruppo delle leve devioluci / tergicristalli al volante e soprattutto il computer / navigatore satellitare nei suoi vari menù sono poco intuitivi, al punto di distrarre facilmente l’attenzione dalla guida.

Il livello delle finiture è alto e pressoché costante fra vano motore, abitacolo e bagagliaio, presenta soluzioni tecnologiche di pregio sui vari componenti (guarnizioni giroporta doppie, allineamenti costanti, etc.), ma dato il prezzo di vendita elevato ci saremmo aspettati una qualità più alta perché le plastiche interne sono di livello persino un pelo inferiore rispetto a quelle di sue avversarie ben più economiche, la verniciatura esterna è definibile scarsa, l’impianto audio Harman Kardon non ha una resa particolare ed il climatizzatore automatico bizona è poco reattivo al mutare delle condizioni di illuminazione per l’assenza del sensore di irraggiamento solare con il risultato di percepire nitidamente un effetto serra poco piacevole nonostante le bocchette siano studiate in posizione validissima.

Il comportamento dinamico è ottimo (l’esemplare in prova era dotato di cerchi da 18 pollici e sospensioni a controllo elettronico) con grande stabilità anche ad andature elevate, complice il passo che è il maggiore della categoria; l’aspetto più interessante è che ci si ritrova con un Giano bifronte in grado di comportarsi come una vera bomba a mano se ci si vuole divertire per poi passare immediatamente senza alcun sussulto ad essere una sorniona vettura da famiglia per la gita al mare o portare i figli a scuola e fare la spesa; da evidenziare solo che è una trazione integrale con una prevalenza della motricità sull’asse anteriore, quindi dimenticatevi di chiudere le curve giocando con l’accelleratore. I consumi sono proporzionali allo stile di guida adottato: se ne sfruttate a fondo le doti dinamiche strabordanti preparatevi a conoscere benzinai molto sorridenti nei vostri confronti, se procedete con un ritmo più normale da uso quotidiano riporterete senza fatica gli stessi benzinai ad uno stato emotivo triste e grigio. Infine la dotazione possibile attingendo all’elenco degli optionals e la personalizzazione dell’estetica esterna ed interna è ampia, unico neo (alquanto strano) l’indisponibilità del volante riscaldato e del blind spot monitor.

Cristiano Bergoglio

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