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Roma, 17 ott – Sorprendendo un po’ tutti, alla Camera, il Pd spariglia le carte e presenta una mozione contro il rinnovo del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha il suo mandato in scadenza il prossimo 31 ottobre.

Fino a ieri sembrava che dal partito di maggioranza ci fosse l’intenzione di riconfermare l’attuale Governatore, con il Movimento 5 Stelle che viceversa aveva già avanzato una sua precedente mozione di bocciatura, ma oggi, è arrivata anche quella del Pd che a questo punto segue la linea dura sostenuta dal segretario Matteo Renzi che rimprovera a Visco il tardivo intervento sulle quattro banche (Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFe) poste in risoluzione dal governo nel novembre del 2015, ma anche la scarsa vigilanza posta da Banca d’Italia sulle banche venete.

Nel documento presentato dal Partito Democratico si invita il governo ad “adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto“. La richiesta appare chiara: il Pd chiede un’altra figura che guidi la Banca d’Italia nei prossimi anni.

Si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate – sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d’inchiesta all’uopo istituita – avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie“, si legge sempre nello stesso documento di sfiducia a Visco, con il Partito Democratico che rincara poi la dose affermando che “le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull’intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali“.

Appare ovvio, in quest’ultimo passaggio, il riferimento ai numerosi scandali bancari degli ultimi anni: dalle quattro banche in risoluzione ad Mps, passando per la crisi della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Il Pd gioca quindi allo “scaricabarile” liquidando tutte le colpe sulle spalle dell’attuale Governatore che sicuramente ha delle responsabilità sulle mancate vigilanze, ma che non rendono in ogni caso cristallina la figura proprio di quel partito che per anni ha mal gestito soprattutto Mps e Banca Etruria sulle quali le attribuzioni di colpe sono del partito guidato da Matteo Renzi.

Giuseppe Maneggio

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3 Commenti

  1. ….la ”bestia” sacrificale”…La Boschi affila la mannaia e il babbbbbo prepara il ceppo.. Ma è tutta una. finta scena da film…

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