Roma, 23 lug – Non importa il colore del gatto, basta che acchiappi il topo, diceva Mao. Si era scordato di aggiungere che, preliminarmente, sarebbe bene accertarsi di non essere noi stessi il topo. È tenendo a mente questa importante postilla che occorre accostarsi alla notizia secondo cui “l’evoliano” (?) Steve Bannon, l’ex eminenza grigia dell’amministrazione trumpista, avrebbe deciso di mettere in piedi una rete uguale e contraria a quella di George Soros, solo in chiave “sovranista” anziché globalista. Il sito americano Daily Beast ne ha parlato in un articolo in cui, citando direttamente Bannon, ha spiegato che l’ex stratega di Donald Trump sta per lanciare una fondazione in Europa per rafforzare le destre europee. Si chiamerà The Movement e, secondo il sito, Bannon spera che “diventi la guida di una rivolta populista di destra in tutto il continente a partire dalle elezioni del Parlamento europeo la prossima primavera”. La sede centrale del Movimento dovrebbe essere a Bruxelles dove il fronte populista comincerà ad assumere personale nei prossimi mesi. Il nome della nuova creatura politica e il ruolo che in essa andrebbe a rivestire Bannon ricorda molto da vicino il Movimento 5 Stelle, ma stavolta con un condizionamento estero decisamente più esplicito.

Ora, con che fondi Bannon darà vita alla sua creatura? Con quale agenda politica? Per conto di chi agirà? Ci saranno legami espliciti o impliciti con strutture governative e paragovernative statunitensi? Che obbiettivi verranno perseguiti? Chi saranno gli amici, e chi i nemici? Quale ordine internazionale si auspica? Con quali gerarchie? Se pensiamo che Bannon è pur sempre l’ex consigliere di un presidente che ha appena definito l’Europa come “il nemico degli Usa”, forse già solo questo dovrebbe indurci a una certa prudenza rispetto a una organizzazione a guida americana che pretenderebbe di dettare la linea politica ai movimenti europei… Ma certo, si può sempre credere che Trump ce l’avesse con la cattivissima Ue e non con l’Europa, intesa come civiltà. Possiamo sempre immaginare che il senso di tutta l’operazione sia liberare i popoli europei dall’oppressione di Bruxelles e riportarli alla sovranità perduta. Ognuno può illudersi come vuole, immaginando che secoli di odio americano verso l’Europa e decenni di dominio degli Usa sul nostro continente siano sul punto di cessare, per iniziativa generosa degli americani stessi, il cui primo pensiero sarebbe oggi l’aiuto disinteressato al “nemico”, per puro spirito di idealismo “sovranista”.

Possiamo pensarlo, ma è chiaro che non è così.

Ora, intendiamoci, ci si può confrontare con chiunque, Bannon compreso. Ma il confronto ha senso quando si ha un’identità forte, si è saldamente radicati in una visione del mondo e si ha una propria agenda politica e culturale da porre sul tavolo. Nel confronto tra Bannon e i populisti europei non sembrano esserci queste basi, e questo anche se prendiamo il personaggio come un “intellettuale”, un attivista metapolitico che lavora in proprio, e non come un “agente” di una vera e propria operazione di sistema, cosa di cui non possiamo minimamente essere sicuri. Insomma, dobbiamo ancora capire tutto di questa iniziativa, ma i presupposti affinché si tratti di una gigantesca trappola ci sono tutti. Che almeno si eviti di caderci con l’aria di chi la sa più lunga degli altri.

Adriano Scianca

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  1. Certamente, occhi aperti ed orecchie tese, ma se qui non ci attrezziamo velocemente per il recupero di sovranità monetaria, territoriale, giuridica ed amministrativa, finisce che… il gatto muore di fame ed il topo di vecchiaia.

  2. Bannon arriva dalla nuova ROMA cioè l’impero romano e successivamente i nuovi imperi che, per un certo periodo storico, sono stati gli eredi di Roma, diventando il faro del pianeta. Nel mio piccolissimo penso che, dopo 30 anni in cui la finanza occidentale è entrata nelle case di ogni uno con le piattaforme finanziare, raccattando guadagni sbalorditivi per pochi, rispetto alla massa enorme dei coinvolti, considerato che la cuccagna è finita anche per i grandi (lo si sussurra in diversi ambienti) e considerando che il movimento successivo è stato l’immigrazione clandestina, che viene fermata adesso, ma avrebbe potuto trasformare gli Stati europei se lasciata ai partiti precedenti a questi. Detto tutto ciò, se Bannon vuole prendere consenso e radici qui, deve spiegare, lui che arriva da “Roma”(nel senso del potere massimo) e conosce tutto, esattamente cosa sta succedendo, gli obiettivi nei quali siamo finiti noi europei ed il guadagno del mondo finanziario che deve reinventarsi.

  3. Non me ne frega nulla da dove arriva Bannon. Il fatto è che siamo in una situazione gravissima, non ci possiamo più permettere sofismi, distinguo e frammentazioni da pseudo-rivoluzionari con la puzza al naso. In Europa sta avvenendo una tragica sostituzione etnica, e tutti coloro che sono utili alla causa devono essere accettati, se potenti e influenti ancora meglio. Chi ostacola una reazione a questo sfacelo (per quanto tale reazione possa essere “disordinata” o “non pura”) farà i conti con la propria coscienza.

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