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Roma, 25 set – Roma può vantare una nuova medaglia alla disorganizzazione: l’assunzione di una pattuglia di giardinieri invalidi che non potranno svolgere buona parte delle mansioni previste. A raccontarci la triste vicenda è il Messaggero, con un articolo a firma Lorenzo De Cicco. Nel pezzo si spiega come il Comune di Roma abbia appena assunto una pattuglia di operatori del Servizio Giardini per fare fronte alla caduta record di pini e platani (tra il 2016 e il 2018 gli incidenti sarebbero aumentati addirittura del 730%). Fin qui nulla di strano, peccato però che dei neo assunti “uno su tre non sia in grado di salire su una gru”, come spiegano i dipendenti più anziani del Servizio Giardini romano.



“Servono operai specializzati e nel pieno delle forze”

Questo perché circa un terzo dei nuovi operai è invalido al 50-60%. Il che significa che queste persone non potranno svolgere le mansioni più comuni per un addetto al verde pubblico (soprattutto in caso di pronto intervento), come salire su una gru con una motosega per sfrondare gli alberi o arrampicarsi su quelli pericolanti. Non una cosa da poco in quella che è la città più verde d’Europa e la settima a livello globale, con il 67% del territorio comunale, con 85 mila ettari (sui 129 mila totali), ville, parchi, piante, alberi etc. Il ragionamento dei vecchi dipendenti non è ovviamente discriminatorio nei confronti dei neo assunti portatori di handicap: “Ci sarebbero tanti posti”, ha spiegato in vecchio giardiniere al Messaggero, “uscieri dei musei, portieri degli immobili del Comune, guardiani delle ville storiche ma mandarli in trincea, nella giungla che è diventata Roma, è folle, oltre che inutile. Servirebbero operai specializzati e nel pieno delle forze”.

Difficile dargli torto. Ma come è potuta accadere una cosa simile? Per far fronte all’emergenza (negli ultimi 3 anni sono centinaia gli alberi crollati su auto e marciapiedi), nel febbraio scorso la Raggi aveva annunciato “un piano straordinario per l’abbattimento di tutti gli alberi malati e arrivati a fine vita”. Un’operazione mastodontica, visto che gli alberi da abbattere secondo una stima sarebbero quasi 50 mila. Un compito improbo per il Servizio Giardini, che oggi può contare a malapena su 300 dipendenti. Da qui la necessità di rinforzare l’organico. Per la “fretta” non si è proceduto nemmeno per concorso pubblico, ma sono stati utilizzati i centri per l’impiego. Il bando pubblicato non riguardava l’assunzione di operai specializzati, ma generici. Anche con nessuna esperienza nel settore.

38 nuove assunzioni quasi inutili

Dunque degli appena 38 neo operai assunti, circa il 30% ha una invalidità. Questo perché i parametri per l’assunzione hanno preso in considerazione l’Isee e favorito le categorie svantaggiate, così i portatori di handicap hanno potuto ottenere i primi posti in graduatoria. Anche se il Comune di Roma spiega che “ai nuovi assunti sono state fatte prove di abilità” (sarebbe davvero divertente capire quali), sempre dal Campidoglio ammettono che non potranno essere impiegati nelle mansioni più delicate. I vecchi dipendenti del Servizio Giardini rivelano che “alcuni sono stati mandati a svuotare i cestini delle ville“, mentre nessuno dei nuovi assunti è stato indirizzato verso l’unità emergenze. Considerando che il bando nasce dalla necessità di affrontare l’emergenza crolli, davvero un ottimo lavoro.

Davide Romano



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