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Figline Valdarno, 25 giu – La multinazionale belga Bekaert Group ha annunciato la decisione di chiudere il sito italiano di Figline e Incisa Valdarno, dedicato alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici (steel cord), e di cessare le attività nella fabbrica, acquistata nel 2014 da Pirelli. Questo è quanto si può leggere nella nota del gruppo belga. Il management ha informato le rappresentanze sindacali, e le autorità competenti, esprimendo l’intenzione di “avviare un dialogo teso ad attenuare l’impatto sociale per i 318 dipendenti interessati”. Negli ultimi anni, sostiene l’azienda, “la posizione del sito di Figline nel mercato di riferimento ha subito notevoli pressioni. A causa dei suoi costi strutturali notevolmente superiori rispetto a quelli degli altri stabilimenti di rinforzi in acciaio per pneumatici di Bekaert nella regione Emea, il sito non è stato in grado di generare performance sostenibili dal punto di vista finanziario. Consapevole della gravità di tale misura, la direzione non vede alternative per salvaguardare e la propria posizione nei mercati europei della produzione dei rinforzi in acciaio per pneumatici”.
La risposta dei sindacati non si è fatta attendere: le Rsu hanno occupato la fabbrica e hanno annunciato uno sciopero ad oltranza. Domani il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio si troverà ad affrontare dagli uffici di via Veneto una difficile quanto inaspettata vertenza. La nota dell’azienda è stata una vera e propria doccia fredda. Fin qui i rappresentanti dell’azienda non avevano mai prospettato la cessazione delle attività. Daniele Calosi, segretario generale della Fiom di Firenze dichiara di essere pronto ad avviare un confronto a 360 gradi ma partendo dal ritiro della procedura. Non si può trattare con la pistola della chiusura e dei licenziamenti puntata alla tempia”. Ci troviamo davanti ad un nuovo caso Embraco? Ancora è presto per dirlo, il confronto è solo alle battute iniziali. Per capire meglio ciò che sta avvenendo nella cittadina toscana è utile ripercorre la storia dello stabilimento di Figline Valdarno.
Nel 1959 Pirelli inizia la produzione di cordicella metallica (cosiddetta steelcord) con l’entrata in funzione dello stabilimento di Figline Valdarno (Italia)”. L’azienda negli anni settanta dava lavoro a un migliaio di persone. Nel nuovo millennio la crisi comincia a farsi sentire.  La Pirelli già nel 2008 inizia a fare ricorso alla cassa integrazione. Nel 2013 l’azienda di Milano decide di cessare la produzione dello stabilimento figlinese. Si apre una trattativa che coinvolge vari competitor europei. A dicembre dello stesso anno, la Bekaert si aggiudica la gara. Il passaggio di proprietà, però, non è stato indolore. Dopo un intenso confronto durato più di un anno, azienda e sindacati stipulano un accordo che verrà approvato anche dai lavoratori. Il patto prevedeva: il tetto massimo dei licenziamenti è fissato al 15%. Questo però non è bastato per salvare la fabbrica toscana. Così, dopo aver sfruttato per quattro anni le competenze delle maestranze toscane, l’azienda belga decide che è meglio produrre dove il costo del lavoro è più basso. L’esternalizzazione, come spesso avviene, apre le strade alla delocalizzazione. Nella vertenza che si aprirà domani al ministero, non è in gioco solo il posto di lavoro di 318 persone. In ballo c’è la difesa dell’interesse nazionale dall’arroganza delle multinazionali che investono in Italia.
Salvatore Recupero

2 Commenti

  1. …..bloccare ”l’esportazione”dei macchinari e creare una cooperazione di maestranze / governo per gestire e continuare la produzione…
    Unica risposta, concreta, per bloccare i ”furbetti” multinazionali del ‘compra tre e paghi uno”…

  2. Perfetto, arrivano,rubano i progetti e le tecniche lavorative e se ne vanno…….. Italia trattata come la serva d’Europa , ovviamente i piddini erano impegnati a sostenere l’invasione della negritudine varia,mentre gli operai, italiani e non , non se li cagava nessuno…….. Dei sindacati ,che bisognerebbe abolire immediatamente, non parlo per rispetto di coloro che ancora pensano di lavorare in questo paese,uno stato dove le tasse per mantenere una burocrazia parassita ed inefficiente stanno uccidendo la libera iniziativa………ma i piddini erano e sono impegnati nelle tavolate multi razziste contro gli italiani…….mi piacerebbe sapere cosa fa il governatore sinistro della regione in oggetto……….vergogna.

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