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Lampedusa, 26 mar – Due sbarchi in meno di ventiquattro ore. Se i porti restano “chiusi” per barconi e navi delle Ong, a Lampedusa continuano a sbarcare clandestini. Ieri sono arrivati infatti 16 immigrati, approdati con un barchino in vetroresina nel porto dell’isola siciliana, esattamente di fronte alla Guardia Costiera. In nottata altre 23 persone sono arrivate a bordo di una piccola barca e intercettate dai carabinieri soltanto quando ormai erano già a terra. Anche in questo caso si è trattato di un barchino in vetroresina con un motore fuoribordo.

Entrambe le imbarcazioni, stando quanto riferito dalle forze dell’ordine, non sarebbero state in grado però di affrontare la traversata dalle coste africane. Di qui l’ipotesi di “navi madri”, ovvero imbarcazioni più grandi che avrebbero lasciato i clandestini a bordo di questi barchini poi giunti fino alla terraferma. Un trucco dunque, in questi casi rivelatosi efficace, escogitato dagli scafisti che utilizzano forse pescherecci.

Quando arrivano vicino al porto di approdo mettono in mare i clandestini a bordo di un gommone o di una piccola barca, facendoli arrivare a destinazione autonomamente. Riescono così a eludere i controlli. Un metodo utilizzato altre volte negli ultimi giorni, tra Sardegna e Sicilia. “Come si vede il porto è aperto”, aveva commentato ieri il sindaco di Lampedusa Totò Martello. “In questo caso nessuno ha fermato la barca. Perché? Semplice, non ci sono controlli. A Lampedusa gli sbarchi sono frequenti”, ha poi aggiunto il primo cittadino dell’isola.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Il sindaco invece di fare il megafono dei coglioni, avvisi il ministro. Oppure ha interessi in soldi e cazzi pure lui?

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