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Roma, 26 lug – È possibile fare peggio di così? Sì, è possibile eccome. Stiamo parlando della sinistra italiana, che per settimane ha tentato (invano) di ergere un cordone sanitario attorno a Bibbiano. Dello scandalo degli affidi illeciti, in pratica, bisognava parlare il meno possibile. Tanto più che era comparso all’orizzonte un Russiagate 2.0, la nuova frontiera della fuffa, e cioè «Moscopoli». Ma qui non vogliamo concentrarci sulla sinistra che fa sempre gli stessi errori (il Russiagate è stato archiviato in quanto bufala colossale, per info chiedere alla Botteri). Qui è più interessante notare come Bibbiano abbia rivelato tutto un mondo interiore, o meglio la cifra umana della sinistra.

«E allora Bibbiano?»

All’inizio si è tentato di silenziare la notizia con articoli asettici e «anonimi», spesso relegati alla semplice cronaca. Partito democratico e stampa fucsia hanno di fatto deviato l’attenzione mediatica, rivolgendo il loro sguardo a Mosca. E a chi chiedeva di tenere alta la guardia su una vicenda raccapricciante, la sinistra rispondeva con lo sfottò: «E allora Bibbiano?». Peccato che, grazie a degli striscioni choc affissi in tutta in Italia, il muro del silenzio è stato infranto. A questo punto, la sinistra è passata dal sarcasmo all’ira e alla frustrazione: è colpa dei fascisti, dell’estrema destra, di Francesca Totolo, di CasaPound. Ma neanche i David Puente di turno sono riusciti a frenare la martellante richiesta di verità su Bibbiano. Ecco allora che Repubblica tenta la carta della disperazione, quella del complotto: L’onda social su Bibbiano per nascondere Moscopoli. Sì, l’hanno scritto sul serio, come dei terrapiattisti qualunque.

Sinistra alla frutta

Ovviamente, non sarebbe affatto necessario spiegare perché il gombloddo non esiste ma, visto che la sinistra è andata in tilt, proviamo ad aiutarla noi. 1) Su Moscopoli non ci sono prove, ma tutt’al più qualche indizio, come il famigerato audio (in cui Savoini però non fa esplicite richieste di denaro). Per il resto, non ci sono i presunti barili di petrolio, non ci sono i presunti 65 milioni di dollari affluiti nelle casse della Lega. In sostanza, non c’è la smoking gun, non c’è ciccia. Solo fuffa. 2) L’impianto probatorio di Bibbiano è molto più solido. In attesa di giusto e regolare processo, quello che è emerso concorre comunque a delineare una vicenda dai contorni agghiaccianti, con un vero e proprio mercimonio fatto sulla pelle dei bambini. 3) La sinistra ha commesso un vero e proprio suicidio: quando è intervenuta su Bibbiano, lo ha fatto solo per insultare Salvini, per puntare il dito contro i fascisti del web, per esprimere solidarietà agli indagati. Mai una condanna ferma dell’accaduto. 4) Gli indagati – come nel caso del Forteto, del resto – sono quasi tutti riconducibili all’ideologia della sinistra globalista: odio per la «famiglia naturale», fanatismo Lgbt e via delirando. Ecco il punto: non c’è nessun complotto. Ma solo l’imbarazzo di una sinistra degenerata che sta sprofondando nel suo stesso fango.

Valerio Benedetti

4 Commenti

  1. I P.D.rasti si, che hanno preso davvero i dollaroni da Mosca! Dollaranza vera! Decine di milioni allora! E non copechi! E nessuno ha osato formulare nessuna accusa di “alto tradimento”! Che bello! Il consociativismo sedicente” resistenzialista” e, naturalmente, “antifascista”! La “loro” vera anima, divoratrice di carne umana è sempre stata manifesta! Con Bibbiano abbiamo solo uno specchietto “piccolo piccolo” di ciò che ci aspetterebbe se i P.D.rasti, oggi ostentanti pseudo cultura, rolex, facce storte ed “evvve” mosce come tutto il resto, potessero prendere completamente possesso di questo povero Paese! Dove ci sono loro la merda scorre a fiumi. Perennemente straripanti!

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