Donald Trump non gli piace, anche se sarebbe piaciuto a Patrick Bateman, il protagonista del suo romanzo più famoso, American Psycho. Lui è Bret Easton Ellis, scrittore americano controcorrente, e pur non avendo votato per il tycoon ama ancora meno la sinistra vip ossessionata dall’anti-trumpismo. In un recente sbrocco riportato da Maria Giovanna Maglie su Dagospia, lo scrittore fa a pezzi il bel mondo che gioca alla resistenza: “Può non piacermi che Trump sia stato eletto, ok, e però lo dovete capire, accettare, è stato eletto lui questa volta. Oppure fatevi venire una crisi totale mentale ed emozionale e lasciate che sia la presidenza Trump a definire voi, cosa che mi pare assurda. Dovreste andare da uno psichiatra e non lasciare che il cattivone che è stato eletto definisca la vostra vita e la vostra vittimizzazione. Lo lasciate vincere due volte così”.


E prosegue: “Barbra Streisand dice che sta ingrassando per colpa di Trump, Lena Dunham dice che sta dimagrendo per colpa di Trump. Davvero, non sarà che il problema è il vostro? E Meryl Streep che invece di parlare di tutti gli uomini di cinema con cui ha lavorato e che sono morti negli ultimi due anni, quando ha vinto il Golden Globe si è messa a parlare di Trump? 10 minuti sulla tv nazionale, e invece di ricordare i suoi amici come Michael Cimino, Mike Nichols, Nora Ephron o Carrie Fisher, ha deciso che doveva ristabilire la superiorità morale della sinistra, e dimenticare che l’estetica è meglio dell’ideologia”.

Ellis questi improvvisati eroi civili con i miliardi proprio non li sopporta: “Per una qualche ragione ho cominciato a pensare al costo del vestito di Meryl Streep ai Golden Globes, e all’appartamento da 30 milioni di dollari che aveva appena messo in vendita a Greenwich Village. Tutti questi che parlano del maschio bianco usurpatore hanno probabilmente una decina di milioni di dollari di reddito almeno. Il liberalismo una volta riguardava la libertà ora invece riguarda quel genere di autorità morale deformata…Questa fazione della sinistra si fa chiamare Resistenza, ora, ma che cos’è la resistenza? Ci sono poster tutto intorno a me nel mio quartiere, West Hollywood, che mi chiedono di resistere resistere resistere. Ma qualcuno di noi che non ha votato per Trump si è domandato resistere esattamente a che cosa? La gente che ha votato per il candidato che ha perso crede che si debba stare a sentire loro? E’ uno scherzo? Basta, io intendo resistere alla lamentela infantile a cui mi tocca assistere ai pranzi, ai social media, ai talk show della sera in tv, e troppe volte anche a casa mia”.

Il riferimento è al suo fidanzato (Ellis è gay dichiarato): “Quello che gli sta accadendo riflette l’epidemia di superiorità morale che ci ha contagiato e ora sta distruggendo, mangiandosela viva, la sinistra americana. Non riesco a contare le volte che il mio ragazzo è uscito da casa dopo le elezioni coi capelli lunghi e sporchi, senza essersi rasato per mesi e, a parte l’erba, con 3 gravi addiction: la cospirazione russa, Rachel Maddow che parla della cospirazione russa, e Final-Fantasy 15”.

Giorgio Nigra

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