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Verona, 16 dic – Prima il rischio chiusura degli storici stabilimenti, poi la ripresa della produzione sia pur tra mille difficoltà. Poi di nuovo l’annuncio: sarà cassa integrazione (ma solo per pochi) e, svolta nella svolta, la marcia indietro: giusto qualche giorno di fermo, poi da dopo Natale si ricomincerà a lavorare. Quella di Melegatti è una storia fatta di coraggio, volontà, solidarietà nazionale. E piena di colpi di scena.

L’ultimo in ordine di tempo è arrivato ieri, grazie ad un accordo fra tribunale, sindacati e nuova proprietà con il quale è stata scongiurata la cassa integrazione. Il ricorso allo strumento sembrava inevitabile: la produzione dei pandori dell’azienda veronese era partito in ritardo, in tempo sì utile per far arrivare le celebri confezioni blu – oltre un milione e mezzo di pezzi realizzatti – sugli scaffali, ma troppo a ridosso delle festività quando cioè i distributori applicano sconti importanti per smaltire l’invenduto.

La cassa integrazione, annunciata la settimana scorsa, sembrava così l’unica opzione possibile per mantenere i posti di lavoro. E invece no: vista l’imponente mole di ordini, trainata dal tam tam mediatico e sui social, in Melegatti si lavorerà anche in questi giorni (la Cig doveva partire dallo scorso 12) per sfornare 5mila pandori da destinare allo spaccio aziendale.

Un regalo di Natale in anticipo per i 70 dipendenti fissi e i 250 stagionali, che tirano il fiato anche per l’anno nuovo. Da dopo l’epifania, infatti, è destinata a partire anche la campagna pasquale con i forni subito accesi per dare il via alla produzione delle tradizionali colombe.

Filippo Burla

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3 Commenti

  1. L importante che l Azienda non chiuda e si mantengano i posti di Lavoro. ITALIANI FACCIAMO GLI ITALIANI E CONSUMIAMO PRODOTTI ITALIANI. Altrimenti ce il rischio con L aria che tira, che un domani i pandori saranno riempiti di cous cous e le uove con dentro kebab ma sopratutto ci troveremo le coop delle zecche rosse sinistre con le risorse. Viva la melegatti e viva l Italia.

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