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Roma, 7 apr – Cos’è la bellezza italiana se non una torre che sfida il cielo coronata da un verde giardino?

Lucca poesia del Medioevo

La città di Lucca incarna perfettamente la poesia della cultura medievale, spesso ingiustamente deprecata, ma è proprio la Toscana a ricordare come quei secoli furono floridi per l’Italia e soprattutto come costituirono l’anticamera per il Rinascimento.

Nel 1300 Lucca era un’importante città turrita al pari di Bologna e San Gimignano, con ben 250 torri presenti tra le mura cittadine. La famiglia dei Guinigi, importanti mercanti e banchieri lucchesi, sul finire del secolo volle imprimere il primato della propria signoria consegnando ai posteri un’incredibile torre alberata nel centro città.

La Torre Guinigi: elegante e fiera

Posizionata all’angolo tra via Sant’Andrea e via delle Chiavi D’Oro, la costruzione svetta per oltre 44 metri, dominando gli edifici del centro storico. La cima è raggiungibile attraverso 25 rampe di scale di 230 gradini in totale. Costruita in pietra e mattoni, la Torre Guinigi è un edificio dalla foggia al contempo elegante e fiera. Lo stile romanico rimanda all’armonia e alla regolarità del gusto antico, ma una certa austerità è alleggerita dal verde del giardino pensile posto sulla sommità della costruzione.

Il giardino sopraelevato è il vero miracolo stilistico della torre e della città di Lucca. Il cassone murato ospita sette piante di leccio, albero che nella cultura antica greca e italica era dotato di grande valore sacro. Valore che fu positivo nel periodo arcaico di entrambe le civiltà, per poi assumerne col tempo uno sempre più negativo ai tempi di Roma, fino a raggiungere connotati funesti. Il suo sacro significato simbolico fu rivalutato solo nel medioevo, e da lì in poi la torre venne incoronata dalla bellezza della natura.

Già da un’illustrazione delle Croniche di Giovanni Sercambi del XV secolo, si trova distintamente tra le tante torri di Lucca una coronata d’alberi. Di tutte le torri medievali appartenute a famiglie private, la Guinigi è l’unica che non sia stata mozzata o abbattuta nel XVI secolo.

Elementi naturali e artificiali consacrano Torre Guinigi, e da simulacro privato diventa un monumento identitario per tutti i Lucchesi. Dalla sommità si può ammirare ancora oggi il centro città, la stupenda piazza Anfiteatro e tutto lo spettacolo del paesaggio toscano da cui si è circondati: le Alpi Apuane a nord-ovest, gli Appennini a nord-est e il monte Pisano a sud.

Oggi le rinascimentali mura di Lucca, oltre alla Torre, custodiscono Palazzo Guinigi, Cappella Guinigi nel convento di piazza san Francesco, costruita dal conte Francesco Guinigi per collocarvi le sepolture di famiglia, il complesso 400esco tardo gotico del museo nazionale di Villa Guinigi e infine il marmoreo Sarcofago nel Duomo di Lucca di Ilaria del Carretto, realizzato dal maestro della scultura tardo medievale Jacopo della Quercia per la moglie di Paolo Guinigi.

Alberto Tosi

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