Il Primato Nazionale mensile in edicola

caffè-al-barRoma, 16 giu – Spiacenti per salutisti, perbenisti e mormoni vari: il caffè non provoca il cancro. Chi si stava già preparando per una nuova campagna terroristica, dopo quella che ha messo in ginocchio il settore della carne rossa, rimarrà deluso. Proprio lanciando l’anatema contro bistecche e grigliate, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione aveva anticipato che sarebbe seguita una nuova monografia dedicata a “caffè, matè e altre bibite molto calde”.

I risultati, però, sono confortanti: “Il caffè è stato assolto dall’accusa di favorire l’insorgenza di un tumore – rivela Alessandra Tavani, capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche al Mario Negri e membro dell’attuale commissione Iarc sulla monografia del caffè -. Era stato inserito fra i possibili cancerogeni (catalogato nel gruppo come 2b) negli anni Novanta perché si sospettava un legame con il cancro della vescica. Ma dopo l’attuale riesame di circa 500 diverse indagini, effettuata da parte di una commissione composta ventina di esperti internazionali, il caffè viene ‘declassato’ alla categoria 3 della classificazione Iarc, quella per la quale non sussistono evidenze di rischio cancerogeno”.

Non solo decade il sospetto cancerogeno, quindi, ma addirittura diverse analisi condotte in anni più recenti hanno persino messo in luce un possibile effetto protettivo nei confronti di diverse forme di tumore, come quelle di endometrio e fegato. Mentre per il cavo orale servono ulteriori conferme e approfondimenti. Insomma, il caffè non è nemico, ma addirittura alleato della nostra salute: tre o quattro tazzine al giorno sono un toccasana (salvo ovviamente specifiche controindicazioni individuali).

Giuliano Lebelli

Commenta