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BuonannoRoma, 16 giu – La morte improvvisa e tragica dell’europarlamentare della Lega Nord, Gianluca Buonanno, ha scatenato in rete le perfide ironie di molti. L’esponente del Carroccio era accusato di essere un acerrimo nemico degli immigrati. Peccato che i diretti interessati abbiano dimostrato un ben diverso atteggiamento nei confronti della morte di Buonanno.

Hachem Lachheb, nato in Marocco e da trent’anni residente a Borgosesia, nel feudo dell’esponente leghista, ha espresso per questa scomparsa il cordoglio suo e della comunità islamica locale. “I musulmani della Valsesia, e in particolare di Borgosesia, vogliono ricordare Gianluca Buonanno nel migliore del modi. Anche se la sua idea era critica verso le donne musulmane che indossavano il burqa, dobbiamo riconoscere che quando gli veniva chiesto un aiuto, era sempre pronto a concederlo”. Insomma, un po’ il contrario dei nemici giurati dell’europarlamentare, sempre pronti a commuoversi per qualunque sofferenza sia vissuta dall’altra parte del mondo e poi chiusi in un piccolo egoismo meschino dal punto di vista della generosità concreta.

Lachheb ha continuato: “Ci ha sempre aiutati come poteva, a volte anche di tasca sua. Il suo carattere deciso e forte nascondeva una persona molto buona. Adesso che Dio ti ha chiamato vicino a lui, proteggi sempre la tua Valsesia, nell’augurio che rimanga sempre come la volevi tu. Vogliamo anche dare un forte abbraccio di conforto a tutta la sua famiglia, soprattuto al figlio che possa crescere forte come il padre”. Di pochi politici italiani, in punto di morte, si potrà dire la stessa cosa.

Roberto Derta

3 Commenti

  1. Sarei tentato di commuovermi un po’, ma credo sia venuto il tempo di mettere da parte ogni sentimentalismo: nessuna bonomia verso chi ci invade. Prima ve ne tornate a casa vostra, poi vi aiutiamo.

  2. non tutti sono uguali ! aiutiamoli prima allora ! l’ augurio di Lacheb è forte e chiaro : W Bonanno e pace all’anima sua

  3. Est modus in rebus, dicevano i latini. Il principio è evidente: bisogna aiutarli a casa loro e non devono venire qui per poi essere tenuti in lazzaretti, come al tempo della peste, e solo per aiutare le cooperative a prendere soldi per poi magari rigirarli ai partiti sottoforma di salari pagati a funzionari di partito fatti figurare come dipendenti delle coop. Poi, quando sono qui, sono regolari, si comportano bene, si integrano attraverso il rispetto delle nostre leggi ( e NON NOI doversi integrare alle LORO) noi italiani sappiamo, da sempre, come comportarci democraticamente, socialmente e con solidarietà.

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