Cagliari, 20 set – Ennesima assoluzione che pone forse fine alla questione: salutare romanamente per ricordare i caduti si può. Quanto successo a Cagliari lo conferma, come già fatto dalla Cassazione. Simone Nespoli, magistrato del Tribunale del capoluogo sardo, ha infatti assolto sette persone per aver fatto il saluto romano in occasione del ricordo dei caduti della Repubblica Sociale Italiana.
La Digos aveva indagato originariamente 12 persone anche per aver cantato inni giudicati nostalgici e quattro di loro optarono per il rito abbreviato evitando la formula del dibattimento processuale. Chi al contrario decise di andare sino in fondo ha ottenuto la piena assoluzione. Nessuno degli indagati ha infatti commesso un reato. Altro che apologia di fascismo dunque, chi a Cagliari il 25 aprile 2012 manifestò in ricordo dei morti della Rsi, dopo sei anni è certo di non aver commesso nulla di perseguibile penalmente.
Il pubblico ministero Giangiacomo Pilia aveva chiesto sei mesi di reclusione per tutti (7 persone appunto dai 27 ai 65 anni), ma il giudice ha assolto tutti con la formula più ampia accogliendo le richieste degli avvocati Gianluca Grosso, Emanuele Trois e Gianni Faa. D’altronde la sentenza (n.8108) della Cassazione parlava già chiaro: non soltanto in questi casi non si prefigura alcun reato, ma si tratta di una libera manifestazione del pensiero, che non attenta minimamente all’ordine democratico.
Alessandro Della Guglia

3 Commenti

  1. Onore ai patrioti. Salò sempre nei nostri cuori. Una vergogna aver indagato uomini e donne che stavano commemorando dei caduti. Codardia e vigliaccheria sono tipici dei comunisti, chi vuol capire ha capito.

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