Roma, 27 gen – Gianni Infantino vuole salvare i “migranti” – ovvero i clandestini – con i Mondiali ogni due anni. Sì, sembra una barzelletta, ma è la sintesi delle ultime dichiarazioni del presidente Fifa, raccolte da Eurosport.

Infantino: “Mondiali ogni due anni per dare speranza ai migranti”

Per Gianni Infantino il Mondiale di calcio ogni due anni dà speranza ai “migranti” dunque. Almeno, così dice nel corso del suo intervento al Consiglio d’Europa il presidente, che a sostegno della sua idea ha portato delle dichiarazioni piuttosto strampalate. Infantino ha infatti fatto la seguente dichiarazione: “Non è solo voler il Mondiale ogni due anni. Si è parlato tanto della Superlega, il calcio va nella direzione in cui pochi hanno tutto e la stragrande maggioranza non ha nulla. In Europa giocano i migliori giocatori ogni settimana. Perché il calcio riguarda opportunità, speranza, Nazionali, Paesi, cuore, gioia, emozioni. Al resto del Mondo non possiamo dire ‘dateci i vostri soldi, dateci i vostri giocatori se ne avete di bravi e guardateci in tv’. Dobbiamo trovare il modo per includere il resto del Mondo, compresa l’Africa. Per dare speranza agli africani, cosicché non debbano aver bisogno di attraversare il Mediterraneo per trovare forse una vita migliore, ma più probabilmente la morte in mare […] Se parliamo di Coppa del Mondo ogni due anni o della Superlega, posso dirvi che il Mondiale è l’antidoto a qualsiasi Superlega. Non c’è nulla di meno discriminatorio del nostro Mondiale, mentre una Lega di una manciata di club è qualcosa che non possiamo sostenere. Noi esportiamo emozioni”.

Pioggia di critiche

La frase sulla “speranza agli africani” ha fatto il giro del mondo e ha attirato piogge di critiche. Puzza di strumentalizzazione, la frase di Infantino, su un problema molto serio che attanaglia tanto gli africani quanto gli europei. Ma al Consiglio Europeo a cui ha preso parte il presidente Fifa c’era anche Alexander Ceferin, numero uno dell’Uefa, ha rigettato eventuali “stravaganti proposte per i mondiali”, in questo modo: “Le istituzioni europee e il calcio europeo sono fermamente uniti dietro i nostri valori e il nostro modello basato sulla solidarietà. Non c’è spazio per interpretazioni o negoziazioni. È ‘No’ alle super leghe egoistiche e ‘No’ alle proposte stravaganti per i Mondiali. Ma ‘Sì. Sì. Sì’ a lavorare insieme per proteggere e rafforzare il nostro modello che opera nell’interesse del calcio europeo e della società”

Alberto Celletti

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