Roma, 11 gen – La benzina è una bella gatta da pelare per il governo. Diciamola tutta, questa “lotta alle speculazioni” di cui parlano proprio fonti provenienti dall’esecutivo, suona un po’ come un’arrampicata piuttosto arzigogolata per cercare di dire qualcosa su un ambito in cui, come al solito, si fa e si può fare poco, vista la perenne mancanza di soldi da investire per sostenere l’economia.

Caro benzina, il governo impone di esporre il “prezzo medio”

Secondo quanto riporta l’Ansa, il decreto approvato nel Cdm di ieri introduce l’obbligo di esporre il prezzo alla pompa. In caso di non rispetto, sono previste sanzioni che potrebbero essere comminate dal prefetto, ed è anche previsto che venga fissato un tetto agli aumenti del costo della benzina sulle autostrade. Così i gestori dovranno indicare il prezzo medio nazionale stabilito dal ministero dell’Ambiente. Insomma, per andare alla ciccia, il problema resta sempre lo stesso: di intervenire per calmierare direttamente i prezzi, non se ne parla. Le poche briciole sono finite tutte sul contenimento delle bollette. Dunque, inventiamoci questo “obbligo di esporre il prezzo medio”. Roba indicativa, non vincolante. Simbolo della mancanza del potere, in tutti i sensi.

Dall’esecutivo insistono: rincari frutto di speculazioni. Ma sarà vero?

Sì, nel governo sono preoccupati, e hanno ragione di esserlo. La soglia psicologica dei 2 euro a litro sarebbe una mazzata gigantesca per l’economia, e la benzina è un bene troppo strategico per essere lasciato in pasto alle fluttuazioni del mercato, in un momento così delicato dell’economia. Il premier Giorgia Meloni e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini si dicono convinti che gli aumenti siano frutto delle speculazioni. Ma l’andamento dei prezzi del petrolio parla chiaro: in crescita fino a fine dicembre, ha subito un lieve calo solo ultimamente, attestandosi sui 74 dollari al barile come riporta Money.it.

Se c’è qualche furbo, è improbabile che influenzi l’intero corso. La realtà è che il mancato rinnovo del taglio delle accise si è fatto sentire tutto. E il prezzo della materia prima non ha aiutato come si sperava. Da Forza Italia qualcuno – Alessandro Cattaneo – lo ammette pure: “Sui carburanti secondo noi, non è in atto una speculazione, ma di certo c’è un tema legato ai prezzi, che dobbiamo affrontare”. Il tema è il solito: come?

Alberto Celletti

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