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Brescia, 5 feb – Esiste un limite d’età per amare la propria nazione? A volte no. A dimostrarlo è Paola Gallo, novantenne ausiliaria della RSI, candidata alle elezioni regionali ed al Senato alle prossime elezioni del 4 marzo per CasaPound Italia in Lombardia.
Dopo anni di delusioni, Paola ha trovato in CasaPound “una comunità solida ed idealista, un movimento che ha ancora il coraggio e l’orgoglio di definirsi fascista nel ventunesimo secolo”.
Paola Gallo ha vissuto i 600 giorni della Repubblica Sociale in modo così intenso ed energico da portarla, alla sua veneranda età, a sentirsi “come se nel cuore ne avessi ancora 17”: dopo la resa dell’8 di settembre 1943, in Paola si sviluppò un fortissimo desiderio di riscossa e comincia a prestare servizio come interprete per i soldati tedeschi. È una delle primissime donne della Repubblica Sociale Italiana, poiché ha iniziato a servire la Patria già 6 mesi prima che venisse costituito ufficialmente il Servizio Ausiliario Femminile (Decreto Ministeriale 447 del 18 Aprile 1944). Il suo corpo è stato temprato da molte sofferenze, visto che durante la RSI diverse sue commilitone sono state trucidate, seviziate ed uccise dai partigiani. Queste esperienze però le hanno dato la forza di difendere poi, per tutta la vita, gli ideali che da ragazza l’avevano tanto entusiasmata.
Una delle sue forze motivazionali principali è tutt’oggi anche la sua collaborazione con il sacrario militare Piccola Caprera a Mantova, luogo nel quale lei da sempre vende libri storici e al quale dedica molto del suo tempo.
Il 12 novembre 2016 a Brescia, a due passi da casa sua, apre la sede di CasaPound: incuriosita, Paola presenzia all’inaugurazione e successivamente partecipa in modo sempre più costante alle attività del movimento. L’affetto e la fiducia che Paola ripone in questi giovani cresce e la scorsa estate attraversa l’intera penisola per tenere una conferenza in Abruzzo, a Chieti. Paola presenzia a buona parte delle riunioni del movimento chiedendo di essere trattata come tutti gli altri militanti, a tal punto da andare personalmente nei vari comuni bresciani con la sua automobile a ritirare i certificati elettorali per la candidatura alle elezioni.
Paola Gallo non è la sola reduce della RSI ad essersi presentata con CasaPound: anche nel veronese la sua commilitona Lea Cariolin, ausiliaria della Decima Mas, si è candidata come capolista in Veneto.
Riportiamo un estratto della Preghiera dell’Ausiliaria, per capire a fondo da dove proviene la tempra di queste donne:
(…) Benedici sul mare l’Italia,
sulle terre insanguinate ed oppresse, su tutti i cieli,
la Bandiera Repubblicana, libera, potente, sicura.
Benedici i nostri morti in noi sempre vivi,
che levano verso Te, su in alto,
la Bandiera d’Italia
che mai sarà ammainata
(…)
Letto questo stralcio possiamo di certo dire che la l’ausiliaria Paola Gallo non ha mai ammainato la sua bandiera, né ha mai tradito il suo giuramento di fedeltà all’Italia.
Giovanni Rizzonelli
 



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10 Commenti

  1. Siamo tanti se ne accorgerà la signora Boldrini antidemocratica capa di questo regime salito al potere senza nessuna votazione siamo l’unica nazione dove salgono al governo da soli e poi si dichiarano democratici ma pensano che siamo idioti?Forza ragazzi buttiamoli giù il 4 Marzo e poi mandiamoli dai loro amici in Africa sperando che leoni coccodrilli ecc…li elimininino tutti compreso il vaticano covo di falsi e pedofili.

  2. Un ‘altra ottuagenaria che indica la strada , se si muovono loro vuol dire che la misura è colma
    Prendere esempio tutti noi

  3. La catena che non si spezza. Grande donna. Casapound avrà sicuramente una marcia in più grazie alla partecipazione di questa eroina.

  4. L’ Onore e la Fedeltà al Fascismo della Camerata Paola Gallo merita
    il voto di chi si dichiara Fascista e compatti votiamola

  5. Ho avuto il piacere di conoscere questa camerata mite e gentile all’Istituto Storico Rsi della Cicogna.
    Sono felice di vederla sempre pronta e combattiva.
    Dispiace solo che si riesca solo ora a recuperare questi ormai rari esempi di coerenza e non si ripari ancora quella ferita ancora sanguinante del tradimento di chi trasmigrò in AN.
    Bisogna ricostruire una continuità storica, dalle radici grecoromane al fascismo del PNF e del PFR, senza dimenticare il fascismo del MSI (vedi il suo Statuto tradito nel 1995, guarda caso a 50 anni dai tradimenti del 1945)

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