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mani-vidal-juve-bayernRoma, 24 feb – Fortunate non lo sono state, sin dal sorteggio: gli ottavi di finale di Champions League per le due italiane rimaste, Juventus e Roma, si sono subito presentati come un’impresa quasi impossibile. Il turno d’andata ha confermato le impressioni iniziali, e non poteva essere altrimenti, anche se le partite di giallorossi e bianconeri sono state in qualche modo speculari. Alla squadra di Spalletti è toccato il Real Madrid. Non nella sua migliore stagione, va detto, con i 9 punti di distacco dal Barcellona in campionato e l’avvicendamento tra Benitez e Zidane sulla panchina. Ma, insomma, il Real è sempre il Real.



All’Olimpico, la Roma non ha sfigurato. Anzi. Per molti tratti della partita ha messo più cuore, polmoni e talora ha mostrato anche un gioco migliore, vanificato, però, dall’imprecisione in fase di conclusione. Insomma, il massimo dell’impegno per raccogliere il minimo risultato, dato che agli spagnoli sono bastati due affondi di Cristiano Ronaldo e Jesé per portare a casa uno 0-2 che blinda la qualificazione ai quarti. Sul piano di quanto visto in campo, la Roma che fino a poche settimane fa era in crisi nera può esultare per la prestazione di assoluto valore. Ma andare avanti nella competizione sembra davvero difficile. Da qui il dilemma per il ritorno: giocare il tutto per tutto, con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere, e provare un colpaccio ai limiti dell’impossibile, oppure limitare i danni e uscire dignitosamente, evitando situazione “manchesteriane”?

Calcoli differenti da quelli che vengono fatti in casa Juve, dove la storia con il Bayern Monaco è stata ben differente: nessuna soddisfazione “morale” rispetto al gioco mostrato in campo, con gli uomini di Guardiola che hanno dominato in lungo e in largo, mostrando un possesso palla ipnotico, un pressing che non dà respiro e talenti individuali di grandezza assoluta (vedi il gol di Robben del momentaneo 0-2). Ai punti, insomma, allo Stadium stravincono i tedeschi, laddove all’Olimpico aveva forse meritato di più la Roma. Il colpo di reni finale dei ragazzi di Allegri, tuttavia, ha reso giustizia al motto di casa, che recita appunto “fino alla fine”. E fino alla fine ci hanno creduto Dybala e compagni, pareggiando quando la disfatta sembrava certa e sfiorando persino la vittoria con un paio di buone occasioni per il possibile 3-2. Passare il turno sarà tutto un altro paio di maniche. C’è “solo” da andare a vincere a Monaco: una cosa da nulla. Sarebbe un’impresa, in effetti, ma dai tratti leggermente più fattibili di ciò che dovrà fare la Roma per aggiudicarsi i quarti.

Miracoli e imprese che sarebbero comunque più semplici se gli arbitri facessero il loro dovere. In entrambi i match, infatti, le italiane sono state pesantemente penalizzate dalle decisioni dei direttori di gara, decisamente meglio disposti nei confronti dei più “autorevoli” spagnoli e tedeschi. Ma bando ai vittimismi: è tornando a vincere che torneremo ad avere potere e ad essere rispettati dagli arbitri, non viceversa.

Giorgio Nigra

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