Roma, 6 apr – A Toni Capuozzo potrebbe essere revocato il “Premio Ischia”. Almeno, questo è ciò che l’Associazione eco-culturale “Pan Assoverdi Salvanatura” avrebbe chiesto a seguito delle sue affermazioni durante la trasmissione Quarta Repubblica, in merito ai recenti drammi della guerra ucraina. Il motivo? Affermazioni “gratuite e surreali”, ovviamente inaccettabili, sulla strage di Bucha. Ma “nel pieno del pluralismo democratico”, sia chiaro.

Toni Capuozzo, vietato farsi domande su Bucha

Toni Capuozzo è uno storico inviato di guerra “in pensione”. Conosce la guerra come pochi altri. Tra questi, senza dubbio figura il nome di Fausto Bitoslavo. Toni Capuozzo – a cui non può andare altro che solidarietà – è stato messo all’indice, sostanzialmente perché si è posto degli interrogativi. Non ha espresso sentenze, non ha accusato direttamente nessuno. Ha solo preso degli spunti di analisi e vi ha costruito una riflessione. Ha tratto degli elementi visibili, ha considerato la cronologia dei fatti e delle comunicazioni, e ha continuato a riflettere. Ma, a quanto pare, non è possibile. C’è solo un modo di pensare ma, quel che è peggio, solo un modo di interpretare la realtà e di ricercare la verità. Che poi è il punto vero della questione.

Cercare la verità è meglio che non provarci neanche

La verità è un concetto complesso. Probabilmente è troppo elevato per le limitate capacità umane. Ciò non significa che non esista, come sostenevano i sofisti e il loro maggior rappresentante, Protagora, quando affermava che “l’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono per ciò che sono, e di quelle che non sono per ciò che non sono”. Un principio, quello del filosofo greco, ritenuto apripista del relativismo moderno. Certamente, l’uomo è essere che “misura” le sue percezioni, e su questo non c’è dubbio. Ma, ci si conceda questa lieve digressione, lo fa in virtù della sua imperfezione, non certo di una ricezione perfetta della realtà. Esattamente come, in virtù dei suoi momenti di elevazione, vi può giungere, se animato dallo spirito migliore.

Ecco perché la percezione dell’uomo non può mettere in dubbio l’esistenza di una verità oggettiva, né può mettere in dubbio il fatto che ogni tanto, l’uomo, la verità la possa cogliere davvero, perché sebbene imperfetto egli dispone anche di quegli “slanci” necessari alla giustizia che da sempre caratterizzano la sua esistenza. Almeno per ciò che non riguardi la preferenza verso il caviale rispetto allo speck (per fare un esempio “popolare” ma che sia chiaro a tutti). Senza entrare nel merito della strage di Bucha, di cui non sapremo nulla per molto tempo, è chiaro che ci siano dei responsabili. Dare per accreditata solo una delle versioni e non porsi neanche il dubbio sulle alternative, non è ricercare la verità, ma rifiutarsi di ragionare. Toni Capuozzo è un giornalista vero, che prova a ragionare e a cercare la verità. Non è detto che ci riesca, ma il suo sforzo è nobile e va sostenuto. A differenza di chi lo mette all’indice, magari facendosi pure quattro grasse risate perché incapace di fare altro, tipo di provare a dare solidità alle proprie tesi (ammesso che ne abbia).

Stelio Fergola

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4 Commenti

  1. Ma quale bavaglio, ma si rendono conto della differenza tra un Di Maio e Capuozzo ?! La differenza tra un ometto yes-man e un uomo che ha convissuto piuttosto degnamente e criticamente tra il mondo civile e quello militare (cosa assai complessa). Mi sa proprio di sì e per questo vogliono silenziarlo.
    Sostanzialmente chiudono la bocca a chi sa e può sputtanarli ! E’ così da troppo tempo. E’ giusto non solo difendere, ma innalzare Capuozzo e tutti gli altri come lui in grado di far virare la ns. tragica rotta…

  2. Guai ad andare contro la propaganda della gestione colonia Italy! Il passo da miglior cronista di guerra a sparaminkiatenegazioniata è un baleno….

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