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Roma, 25 mar – Approfittando dell’emergenza c’è chi lucra producendo e diffondendo materiali senza certificazioni e controlli e che potrebbero, anzi, essere dannosi per la salute dei cittadini che tentano di tutelarsi dal coronavirus.

Il doppio blitz a Roma

A Roma oggi la Guardia di Finanza ha fatto un doppio blitz: sequestrate quindi presso una parafarmacia nel quartiere multietnico dell’Esquilino circa 15.700 mascherine di produzione indiana, tutte sprovviste del marchio di qualità CE, prive di confezionamento sterile. Altri 8.000 pezzi sono stati ritrovati in un altro esercizio commerciale, e altri 7.700 invece sono stati trovati nel bagagliaio dell’auto di proprietà del titolare cinese. L’uomo è statostato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di frode in commercio.

Le Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano hanno ritrovato altre 3.500 mascherine chirurgiche monouso. Anche questi presidi medici non sono conformi né alla normativa comunitaria né a quella nazionale, e sono stati sequestrati in una rivendita situata al Prenestino. Questo esercizio commerciale è intestato a un cittadino cinese. L’uomo era in possesso di attrezzature necessarie per la produzione “artigianale” dei dispositivi. Ovviamente, tutte le mascherine venivano vendute in nero, con lauti guadagni.

Igienizzante “fai da te”

Nella provincia le cose non vanno meglio: in una ferramenta di Ardea la Compagnia di Pomezia ha sequestrato una settantina di flaconi “artigianali”, con indicazioni di fantasia sull’idoneità del prodotto che sarebbe spacciato per un igienizzante. Una volta capito il percorso del prodotto “fai da te”, i finanzieri hanno rintracciato un altro migliaio di flaconi. Il titolare della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Velletri per frode in commercio.

Ilaria Paoletti

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