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Roma, 28 gen – E’ allarme: il rischio globale derivante dal coronavirus passa da “moderato” a “elevato”. A renderlo noto è stata la stessa Organizzazione mondiale della sanità, ammettendo l’errore dei report precedenti in cui veniva sottostimata la gravità dell’epidemia. Una dichiarazione, questa, che a detta del direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di Sanità, Gianni Rezza, «potrebbe essere un preludio alla dichiarazione di ’emergenza globale’ da parte della stessa Oms». Una leggerezza che sta mettendo l’Oms al centro delle polemiche sulla scarsa prontezza di riflessi nel rispondere alla crisi. La scorsa settimana infatti l’Organizzazione, che aveva riunito il suo comitato di emergenza, non aveva ritenuto di dichiarare il coronavirus una “urgenza di sanità pubblica di portata internazionale”, come è successo in passato per altre epidemie come l’H1N1, Zika o Ebola. 

I dati globali

Ma facciamo il punto della situazione su scala globale: dove e come si sta diffondendo il 2019-nCoV? Secondo i dati ufficiali della National Health Commission cinese, il numero totale di contagiati nel mondo è di oltre 4500 (4.515 solo In Cina), mentre il numero dei morti invece è arrivato a 106. L’ultimo in ordine temporale, un cittadino di Pechino.

Previsioni preoccupanti

Un team di esperti di Hong Kong a guida di Gabriel Leung, preside della facoltà di medicina dell’Hong Kong University smentisce le fonti ufficiali affermando che solo a Wuhan, epicentro dell’infezione, le persone infette sarebbero 44mila. Sempre secondo il team il picco dell’epidemia arriverà tra inizio aprile e inizio maggio in 5 megacittà cinesi (Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Chongqing). In una città come Chongqing, che ha una popolazione di 30 milioni di abitanti e un grande volume di traffico verso Wuhan, potrebbero verificarsi 150.000 nuovi casi al giorno. Un’ipotesi che inizia a preoccupare gravemente anche al di fuori dei confini cinesi.

Nel resto del mondo

Ogni giorno il bollettino dell’infezione registra nuovi episodi su scala globale. I casi di contagio vengono confermati, oltre alla Cina, anche in Thailandia (8), Usa (5), Taiwan (5), Corea del Sud (2), Vietnam (1), Cambogia (1), Canada (1), Giappone (1) e Australia (5). Aumentano anche in Europa, dopo i primi tre in Francia ne é stato registrato un altro in Germania: un sospetto caso anche in Italia.

Come si propaga il coronavirus

Il virus che causa questa nuova polmonite fa paura perché è un coronavirus: esso include diversi patogeni, fra cui quello che dal 2002 causò la Sars, e uccise 775 persone in tutto il mondo, e la Mers, che dal 2012 causò almeno 500 morti. Il passaggio uomo-uomo, avviene probabilmente come per gli altri coronavirus: non a distanza ma in ambienti ristretti e tramite il contatto della saliva sulle mucose. “Dunque – spiega sempre Rezza – le probabilità di ammalarsi sono alte in ambito domestico, ospedaliero e in generale in luoghi piccoli che favoriscono il contatto”. La maggiore mobilità e gli spostamenti rapidi e intercontinentali possono favorire la diffusione della malattia.

Il focolaio primario: smentita la tesi del mercato ittico?

Sino ad oggi il mercato ittico di Wuhan era indicato come focolaio primario da cui è partita l’epidemia del coronavirus. Ma secondo un articolo pubblicato sulla rivista scientifica The Lancetda un team di ricercatori in virologia ed epidemiologia, questa ipotesi non sarebbe del tutto fondata. Nello studio viene riportato che nel contesto del primo caso di infezione venuto allo scoperto il 1° dicembre 2019  “non risulta esserci stato alcun contatto né diretto né indiretto con il mercato ittico di Wuhan”. Inoltre, i ricercatori studiosi hanno evidenziato come 13 dei 41 casi successivi non avessero avuto contatti con il mercato di Wuhan, escludendo anche che vi siano stati «legami epidemiologici fra il primo paziente e gli altri casi».

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. L’ igiene è una cosa seria, quando manca è frutto di profondi disequilibri conoscitivi ed operativi. E, come al solito, qualcuno ci guadagnerà risolvendo a spese di molti altri.
    La Dea della salute, Igea, sorride davanti a cotanta ignoranza.

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