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Roma, 27 set – Per quanti ancora, con stolida abitudine, seguitassero ad accendere la televisione (“il potere in salotto”, secondo l’insuperabile definizione di Baudrillard), v’è una novità degna di nota, che merita una pur telegrafica sottolineatura: la novità si trova nel programma di Fabio Fazio, testa d’ariete della solerte opera di catechesi turbomondialista delle masse nazionali-popolari voluta dall’élite finanziaria cosmopolitica. Si sa, Fazio mostra a tutti il suo garbato sorriso, ma l’ossequio è sempre e solo per i Mercati e le loro scelte fintamente neutrali (“i conti in ordine”). La novità, dicevo, è la presenza di un ospite fisso d’eccellenza, coerentissimo con il summenzionato processo di ortopedizzazione globalista di quanti il globalismo avrebbero tutto l’interesse a rovesciare incondizionatamente.
L’ospite è il signor Cottarelli, il fiduciario dei mercati, l’uomo caro ai Mercati apolidi più di quanto Odisseo lo fu agli dei dell’Olimpo. Cottarelli era – rammentiamolo – l’uomo scelto da Mattarella e, con lui, dall’aristocrazia finanziaria per l’ormai pronto (e fortunatamente sventato in extremis) colpo di Stato finanziario orchestrato dall’alto per rovesciare l’esito delle elezioni italiane del marzo 2018. Elezioni che – rammemoriamo pure questo, en passant – hanno segnato la vittoria della volontà nazionale-popolare del basso contro quella global-elitaria dell’alto. E ora il programma rieducativo orwelliano di Fazio prepara gli italiani, ne plasma la coscienza, ne colonizza l’immaginario, ne catechizza la mente: Cottarelli è il magister, la voce autorevole che dobbiamo fideisticamente seguire.
Nulla salus extra Cottarellim. Se l’Italia vuole salvarsi dalle derive sovraniste, populiste e xenofobe – ci suggerisce il programma di Fazio – deve consegnarsi alle prudenti indicazioni di Cottarelli, alle sue sapienti cure, alla sua benefica terapia: cure che, manco a dirlo, sono tutte all’insegna della ormai nota ricetta liberista centrata sui sacri dogmi del più mercato, più privatizzazione, meno spesa pubblica, meno sovranità, più Europa. Insomma, ora con Cottarelli in prima serata abbiamo un copioso spaccio compulsivo di euroina.
L’obiettivo è adamantino: preparare le masse nazionali-popolari a quello che sarà, presto o tardi, il nuovo Mario Monti, il nuovo esecutore dei voleri dei tecnocrati efficientemente senza cuore di Bruxelles e dei Mercati che, come Atena con Odisseo, tutto hanno puntato su Cottarelli. State pronti, siamo solo all’inizio. Il circo mediatico e il clero giornalistico hanno cominciato ossequiosamente a mobilitarsi. Lo ripeto da tempo. La prima sovranità da riconquistare è quella della nostra testa, manipolata millimetricamente dai padroni del discorso e dagli amministratori del consenso. Tanto più pericolosi, quanto più garbato appare il sorriso stampato sui loro volti.
Diego Fusaro

6 Commenti

  1. Articolo educativo ed interessante.
    Incredibile per me come Fusaro riesca sempre a non scomporsi … non riuscirei mai a parlare di f. fazio per cinque minuti senza scivolare in qualche luogo comune anche solo per il suo aspetto da “buono” chierichetto cresciuto.

  2. Non so se si faranno tutte le riforme ( pensioni , reddito cittadinanza, flat tax, ecc. ) , ma una cosa sicuramente andrebbe fatta , una rivoluzione totale , drastica , della cultura , dell’ informazione , dell’ educazione del popolo .
    via , dai programmi televisivi , almeno quelli nazionali , tutte questi imbonitori catto.comunisti , alla FABIO FAZIO appunto , e non solo lui … ora , non dico , mettere dei servi sciocchi , del regime , ma almeno neutrali si.

  3. Siamo il paese dove si fa la coda fino alle due di notte per il libro biografico di Francesco Totti.
    Fabio Fazio dovrebbe essere condannato alla “damnatio memoriae”. Il Bruno Vespa del centrosinistra.

  4. Siamo il paese dove si fa la coda fino alle due di notte per il libro biografico di Francesco Totti.
    Fabio Fazio dovrebbe essere condannato alla “damnatio memoriae”. Il Bruno Vespa del centrosinistra.

  5. Si inizi a spegnere la TV quando questo servo è ospite dell’altrettanto servo del passato governo. Poi in extremis non domentichiamo che in piazza non si fa solo shopping. L’italiano purtroppo lo ha veramente dimenticato a differenza per esempio dei francesi

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