Roma, 5 set – Continuano le scoperte che mettono in seria difficoltà la teoria (oramai sempre più politica e sempre meno scientifica) secondo cui l’Uomo derivi da un unico ceppo nato in Africa e poi “emigrato” in Europa. Al recente studio che avvalora la tesi di un ceppo eurasiatico molto più antico di quello africano e alla scoperta del cosiddetto Graecopitecus, un ominide vissuto tra Grecia e Bulgaria 7 milioni di anni fa e molto più evoluto dei contemporanei africani, si aggiunge una recentissima scoperta che potrebbe addirittura riscrivere l’intera teoria evolutiva. Parliamo di una serie di impronte di piede trovate a Trachilos, a Creta, dallo scienziato Gerard D. Gierlinski, professore dell’Istituto geologico della Polonia. Ma cosa hanno di tanto speciale queste orme?

Le impronte sono vecchie di 5,7 milioni di anni fa e presentano cinque dita e un calcagno, ovvero la classica struttura del piede umano. E sono proprio l’età e la forma a sconvolgere gli scienziati. Finora il più antico ominine (sottofamiglia degli ominidi che secondo la teoria evolutiva si sarebbe scissa differenziandosi in uomini e scimpanzè) conosciuto era vecchio di 4,4 milioni di anni, l’Ardipithecus ramidus i cui fossili trovati in Etiopia sono tra le prove a supporto della teoria Out of Africa. Ma le impronte dell’antenato africano non presentano il calcagno e non presentano le classiche cinque dita del piede, ma hanno invece quattro dita e un alluce che sporge verso l’esterno proprio come le scimmie.

La più antica impronta di piede dalla forma umana finora trovata risaliva a “soli” 3,7 milioni di anni fa e apparteneva a una famiglia di Australopitechi vissuti a Laetoli in Tanzania, che sempre secondo la teoria ufficiale avrebbero lasciato il posto alla specie Homo che solo 1,8 milioni di anni fa si sarebbe spostato verso l’Europa. Ma l’impronta di Trachilos e lo studio effettuato sui denti del Grecopitecus – molari larghi e smalto denso come gli uomini e non come le scimmie – sembra spazzar via con un colpo di spugna tutta la teoria ufficiale: oramai sappiamo che milioni di anni prima che quelli finora considerati gli antenati dell’Uomo iniziassero a evolversi in Africa, tra Creta, la Grecia e l’Europa mediterranea erano presenti ominini già evoluti, bipedi, eretti e dalla dentatura umana.

Il fatto che le prove dell’esistenza di questi “uomini più antichi degli uomini” siano state trovate a Creta, patria di Europa, dove secondo la leggenda nacque Zeus, dove nacque uno dei più grandi regni antichi sotto l’insegna dell’Ascia Bipenne e che fu uno dei cardini della teoria dell’Atlantide Italica, che fu il mito fondante delle correnti tradizionali esoteriche romane che si mossero dietro al nostro Risorgimento (sull’argomento vedere Roma Renovata Resurgat, Fabrizio Giorgio, ed. Settimo Sigillo), può forse essere una suggestione romantica. O forse, più semplicemente, un simbolo che ci parla.

Carlomanno Adinolfi

5 Commenti

  1. in ogni caso noi Europei,siamo i diretti discendenti dell’uomo di Neanderthal,cosa confermata anche dalla genetica (nessuna traccia del Neanderthal negli africani attuali a differenza degli Europei); credo poi sia abbastanza intuitivo che difficilmente gli “Homo Sapiens” che abitavano nei trenta milioni di Km2 del continente africano (sicuramente più consono alla sopravvivenza di una Europa di allora ove la temperatura scendeva la notte normalmente a – 40°) si fossero mossi da quel loro habitat naturale per andare in un territorio europeo veramente avverso per la sopravvivenza di ogni giorno.

Commenta