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Roma, 28 giu – Roberto Saviano ha trovato una nuova battaglia fondamentale: combattere l’omofobia dei ghiaccioli. È davvero inquietante il modo in cui i social stanno portando questo scrittore in un vortice di banalità e comicità involontaria. Non che lui non ci abbia da sempre messo del suo, intendiamoci, ma almeno nelle sue prime epifanie televisive, con l’aria contrita e il suo talento affabulatorio, riusciva in qualche modo a farsi prendere sul serio. Più passa il tempo, tuttavia, e più Saviano diventa un Saverio Tommasi qualsiasi, ovvero il propugnatore di un politicamente corretto macchiettistico e semi-delirante. Ma torniamo ai ghiaccioli. Con quel suo solito fare grave e del tutto sprovvisto di ironia, Saviano racconta: “Avevo 12 anni e andavo al mare a Paestum. Sulla spiaggia giocavamo a calcio balilla e chi perdeva, per punizione, veniva costretto a mangiare il Fior di Fragola, ‘il gelato delle femmine’. Il Lemonissimo, di contro, era ‘il gelato dei maschi’, che solo chi vinceva poteva permettersi. Così leccare il ghiacciolo rosa era da ‘ricchioni’. L’omofobia si sedimenta da quando sei bambino: gergo, punizioni, leggende”.

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La parabola finisce con il Saviano non più giovane che, in una caserma, a 26 anni, si vede offrire un ghiacciolo. E prende il fior di fragola. Che eroismo. Che impegno civile. Mentre aspettiamo che parta la procedura di canonizzazione per meriti conseguiti in gelateria, ci permettiamo di avanzare qualche dubbio sulla veridicità del racconto. Andiamo, pensate davvero che qualcuno chiamasse il piccolo Saviano per le partite di calcio balilla? Uno che come minimo richiedeva gli osservatori Uefa prima di iniziare a giocare. Ma, a parte questo, risulta sempre più insopportabile questo micro-fondamentalismo che fa di questioni del tutto assurde e minuscole (il “manspreading” sui mezzi pubblici, le battute infantili sui ghiaccioli…) delle battaglie epocali di civiltà, con il sottinteso che, in nome dei diritti civili, dovremmo cominciare a normare ogni aspetto della vita quotidiana.

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E, magari, istituire dei commissari politici ambulanti che vigilino affinché pericolosi rigurgiti di autenticità non sopraggiungano a mettere in pericolo le conquiste del progresso. Il mondo alla Saviano o alla Boldrini è questo: un incubo orwelliano in cui agenti del politicamente corretto vigilano nei calcio balilla affinché le battute dei ragazzini rispettino la Convenzione dei diritti dell’uomo. Davvero un triste modo per vendicarsi in differita di quando, a Paestum, tutti i bambini andavano a divertirsi lasciando Saviano in un angolo, senza nemmeno un Fior di Fragola.

Adriano Scianca

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1 commento

  1. beh in effetti questa uscita “dessertiana” è assolutamente in linea con la “pipì da seduti” quando si è maschietti,già titolo di orgoglio di quel “pensatore della sinistra” da voi richiamato nell’articolo.
    A margine….ma non è che questa voglia di protagonismo via web,non vada ad inficiare poi tutto il resto.
    riducendolo a continua quanto penosa macchietta ?

    Perchè se per essere filo-immigrazionisti bisogna fare la pipì da seduti mangiando il fior di fragola…

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