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Roma, 28 set – “Siamo qui per lanciare il nostro progetto di recupero della scritta DVX e del ripristino idrogeologico della zona”. Simone Di Stefano, vice presidente di CasaPound Italia, è sul monte Giano, comune di Antrodoco in provincia di Rieti, famoso per la celebre scritta “DVX”, andata parzialmente bruciata nell’incendio di questa estate. “Hanno lasciato bruciare la scritta”, denuncia Di Stefano in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, “stranamente non si sono visti canadair ed elicotteri se non quando la situazione era ormai compromessa. Non per la volontà antifascista di cancellare la scritta, ma perché lo Stato ha letteralmente abbandonato la salvaguardia del suo territorio, lasciando ai privati la competenza”.

“I privati”, spiega ancora l’esponente di CasaPound, “sono legati al profitto economico e guarda caso a volte gli stessi privati li troviamo a mettere gli inneschi per causare incendi. Perché senza l’incendio non c’è profitto. Questa è una storia di abbandono di una part importante del nostro territorio, non solo per la scritta DVX, visto che c’è bisogno di un intervento idrogeologico”. Nel corso del video è poi intervenuto il responsabile del gruppo di protezione civile La Salamandra, Pietro Casasanta, che ha annunciato un sopralluogo in cima al monte Giano tra due settimane e l’inizio della raccolta fondi per il ripristino della scritta e per tutto il bosco circostante.

“In Italia”, conclude Di Stefano, “c’è chi pensa ancora di poter cancellare fisicamente quanto fatto in vent’anni dal fascismo, tra città, strade, acquedotti, scuole. E’ bene che se lo tolgano dalla testa, i cosiddetti “democratici” al governo, non gli basterebbero 120 anni per cancellare tutto quanto è stato fatto. CasaPound si occuperà del ripristino della scritta ma sarebbe giusto anche che se ne occupasse lo Stato, se lo Stato esiste ancora”.

 

Davide Romano

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