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Divieti, limiti, ztl e moralismi inutili: ecco le città governate dalla sinistra

by Andrea Grieco
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Roma, 22 apr – In questo periodo storico segnato da contraddizioni e smarrimento, la politica si è ridotta sempre di più a questioni marginali e particolari, perdendo quell’orizzonte di senso e visione del mondo che caratterizzava le grandi teorizzazioni del secolo scorso. L’omologazione assoluta e la sostanziale assenza di reale opposizione tra i vari schieramenti politici ha creato una sorta di cappa asfissiante all’interno della quale non è più possibile pensare altrimenti. Un esempio lampante di questo fenomeno lo si evince nella trasformazione radicale della sinistra, diventata da forza considerata sovversiva (reale o meno) a principale strumento di controllo e repressione del potere dominante. Una condizione che ha portato tutto questo insieme di associazioni e partiti a diventare, come si percepisce soprattutto nelle città da loro governate, un vero e proprio “Grande fratello” moralista.

La sinistra governa a forza di divieti e restrizioni

Dalle città green e politicamente corrette del nord Europa (dove nel mentre i “nuovi europei” mettono tutto a ferro e fuoco) che seguono le mode d’oltre oceano ai centri italiani più internazionali come Milano, Roma e Torino. Dove la sinistra siede nei posti più alti delle amministrazioni delle nostre città non si contano più i divieti, le ztl e le limitazioni più varie: tutto condito dal solito fattore morale in salsa politicamente corretta de “lo facciamo per voi”, che ricorda tanto gli enormi agglomerati urbani fondati sul controllo e sulla repressione della migliore letteratura distopica. Provvedimenti come quelli varati dalla giunta Sala di Milano sui trenta all’ora, ampliamento dell’area C e divieto di bere o mangiare d’asporto dopo mezzanotte non sono altro che espressioni di un atteggiamento “questurino” che agisce contro la libertà delle persone.

Un calvario continuo verso il controllo e la repressione assoluta

Si è passati dalla contestazione di un determinato status quo alle sterili chiacchere su quali tipologie di macchine possano circolare o, come succede a Torino, sul divieto di fumare all’aperto. Siamo già stati abituati dal periodo delle chiusure e restrizioni durante il Covid-19, fatto da green pass e obblighi vaccinali. La sinistra del ditino alzato che un tempo criminalizzava il singolo perché non metteva la mascherina sui mezzi pubblici trova oggi nuove strade per costruire il paradiso post-storico tanto agognato, purché attento all’ambiente e alle minoranze s’intende.

Andrea Grieco

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