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Roma, 18 mag – Fughiamo subito i dubbi creati dal titolo e facciamo spoiler: no, Young Signorino, probabilmente, non è un genio. Se non sapete di chi diamine stiamo parlando togliete quello sfondo colorato da Facebook e smettetela di augurare il buongiorno ai vostri amici virtuali. Young Signorino è il personaggio del momento, un “rapper” o più precisamente un “trapper”, autore di pezzi come “Dolce droga”, “Mmh ha ha ha” e “La danza dell’ambulanza”, che su Youtube nelle ultime settimane hanno realizzato milioni di visualizzazioni. “Canzoni”, se così possono essere definite, che hanno la capacità di attirare gli “haters” come mosche: ai suoi pezzi si accompagnano una serie infinita di commenti incazzati dove nel 90 per cento dei casi viene apostrofato come “deficiente”, riuscendo nell’impresa di avere su Youtube un numero di “non mi piace” tre volte superiore a quello dei “mi piace”.
Ma chi è davvero Young Signorino? All’anagrafe Paolo Caputo, 19enne di Cesena, un figlio a carico, da un paio d’anni pubblica canzoni su Youtube. Da quando, come racconta lui stesso, si è risvegliato da un coma durato 30-40 giorni, causato dall’assunzione volontaria di troppi farmaci: “L’ho fatto apposta per divertirmi e vedere se potevo cambiare personalità”, ha raccontato in una intervista a Rolling Stone. Dal suo risveglio come racconta si è sentito “un signorino” (da qui deriva il nome d’arte), come se avesse quarant’anni e fosse diventato “saggio”. Tra le altre cose dichiara di essere il figlio di Satana (“un padre affettuoso e coi mocassini”), il Marylin Manson italiano, di volere un “Nuovo Ordine Mondiale e un pianeta molto strano”, di sentirsi vuoto e di riempirsi con le giornate, non preparando mai i suoi pezzi e registrando così, come gli viene sul momento. Su Youtube impazzano i video “complottisti” (con tanto di pezzi di Young Signorino ascoltati al contrario e messaggi subliminali) volti alla conferma che Caputo sia in realtà il figlio di Satana.
Nella capacità di suscitare odio ricorda uno dei pionieri della trap in Italia: Bello Figo. Il rapper ghanese però, puntava soprattutto a far incazzare il campo “populista”, riuscendo nell’impresa di creare una porta spazio temporale tra i social e la tv generalista, “trollando” Alessandra Mussolini su Rete 4 . C’è qualcosa in Young Signorino che nella sua capacità di infastidire lo spinge oltre gli altri esponenti della trap, sottogenere del rap caratterizzato da melodie più minimali, ripetitive, quasi ipnotiche e che nei testi, abbandonando l’aspetto di “rabbia” e “rivalsa sociale” tipiche del rap, si limita a glorificare lo spaccio e il consumo di droga, il “fare i soldi”, l’esaltazione di esperienze di vita assolutamente nella norma, dove anche l’aspetto “criminale” non ha nessun gancio con la realtà.
Ma se Sfera Ebbasta o la Dark Polo Gang ci hanno proiettato in un mondo dominato esclusivamente dalla droga, il feticcio dei soldi e uno stile pacchiano, Young Signorino ci fa fare uno scatto ulteriore, verso il basso, togliendo anche l’ultimo velo a questa farsa: nelle sue canzoni non c’è NULLA. In particolare in “Mmh ha ha ha” il testo è così ininfluente che può essere sostituito tranquillamente da dei fonemi ripetitivi, fornendo un risultato quasi disturbante. Oggi nessuno ha qualcosa da dire, ma a differenza dei vari Fedez, Ghali, Jovanotti, gli ex di Maria De Filippi, Ermal Meta e trapper vari, Young Signorino non finge. Lui non ci parla di sentimenti finti, non solletica il politicamente corretto, non ci ammorba con i suoi traumi infantili, non ha l’estate addosso e non fa il gangsta. Lui è il nulla, così com’è, messo a nudo.
E’ forse insieme a lui che potremo “surfare il Kali Yuga”, l’epoca di massima decadenza, come sembrano aver capito Dolcenera e Dipré. Young Signorino ci ricorda che non c’è più nessuna tigre da cavalcare, che c’è molto più da distruggere che da costruire. Ce lo sbatte in faccia, così, col suo nichilismo puro. La storia “ha sempre un crollo linguistico, una saturazione dei suoi significanti e significati“, ci ricorda la pagina Facebook La setta dei poeti estinti che, associando in maniera dissacrante Young Signorino a Marinetti, parla di “destrutturazione di suoni e parole, che vanificano e rendono superflui contenuti e significati. É il trionfo del Nulla apparente”. Bene ma non benissimo.
Davide Di Stefano



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4 Commenti

  1. ma che stai a di? dovreste parlare di cose serie invece di far pubblicità a un soggetto del genere.
    siete la testata di un movimento politico impegnato o la brutta copia di studio aperto? mah, certe volte mi scadete proprio!

    • Cosa pretendi da un “giornalista” nato nel 1986 cioè una quindicina d’anni dopo il sottoscritto e che in foto sembra mio padre?!

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