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hughesRoma, 4 dic – La strage del Bataclan ha reso tristemente famoso il gruppo degli Eagles of death metal al di fuori del circuito di nicchia che già conosceva e apprezzava la band fondata da Jesse Hughes e Josh Homme, quest’ultimo comunque già mediamente più noto come frontman dei Queens of the Stone Age.

Mentre la stampa italiana sta ancora cercando di tradurre il nome del gruppo (ma da quando in qua si traducono i nomi delle band?), non manca qua e là in internet qualche commentatore ultra-bigotto che specula sul fatto che i terroristi siano entrati in azione mentre sul palco si stava suonando “Kiss the devil”. Un gruppo death metal che inneggia al demonio: in fondo se la sono cercata. Poco importa che gli Eagles of death metal non facciano death metal, in realtà, come peraltro facilmente appurabile anche solo attraverso Wikipedia. E poco importa anche che Jesse Hughes, il cantante della band, non sia affatto il prototipo del musicista satanista, tutto pentacoli, bibbie bruciate e caproni sulfurei.

Sì perché, sorpresa, abbiamo a che fare con un attivista per il Partito Repubblicano, già ghost writer per l’ex deputato Sonny Bono, sprezzatore del presidente Obama in quanto “comunista”. Questo e molto altro è contenuto nel documentario “The Redemption of the devil”, prodotto da Vice e interamente dedicato alla figura dell’artista e che avrebbe dovuto essere proiettato al Festival di Amsterdam. Poi, però, la proiezione è saltata per “tempistiche inadeguate”, ovvero per l’effetto degli attentati di Parigi.

In effetti fa un certo effetto vedere il cantante appena scampato a un attentato a colpi di kalashnikov mentre spara con il suo fucile su una bandiera cinese, come fa Hughes nel trailer.

Membro attivo della National Rifle Association, la famigerata “lobby delle armi” statunitense, l’artista possiede una grande quantità di pistole, che spesso punta sui suoi amici per fare baldoria e movimentare la serata. “Se le armi da fuoco fossero proibite negli Usa sarebbe un disastro”, lo si sente dire in “The Redemption of the devil”.

Ma è solo uno degli aspetti sorprendenti di Hughes, che, a dispetto del suo soprannome, “The Devil”, è anche un convinto cristiano, ultraconservatore, anti-abortista, sostenitore di Donald Trump, ammiratore di Ronald Reagan e George Bush. Di più: Hughes si è fatto ordinare sacerdote dall’Universal Life Church. “Ciò di cui questo paese ha bisogno è che tutti tornino alla Chiesa. Da subito”, spiega. La sua visione del mondo è semplice: “Io sono un conservatore. Il solo modo di vivere in un mondo sicuro è avere veramente la volontà di costruire un posto messo in sicurezza per se stessi ed essere anche pronti a morire per ciò in cui si crede. Voglio solo i miei soldi e le mie pistole e che nessuno mi dica ciò che devo fare, ecco la mia politica!”. Chiamatela la “generazione Bataclan”.

Adriano Scianca

5 Commenti

  1. Cioè, questo è per la sicurezza etc. e tifa per Bush che ha creato tutto sto casino??? Se lui se l’è vista brutta a Parigi è proprio colpa dei suoi idoli, Bush in primis! E’ Bush che fa gli affari sporchi con Al Qaeda e ha creato l’ISIS destabilizzando l’Iraq! Gli Americani sono dei coglioni ignoranti.

  2. In effetti la politica usa è sempre stata interventista, imperialista a favore del traffico di armi ecc ecc.. Al Qaeda e ISIS sono state finanziate dalla CIA e sono informazioni di dominio pubblico..

  3. La morte portata dai militari è buona mentre quella dei barboni con la palandrane che si inculano i cammelli e pregano quella religione da terroristi è solo terrorismo e va punito nella misura di 1000 belve terroriste a 1 eroe patriota santo cristiano ma siamo veramente sicuri ? 1000 carogne islamiche valgono un dito di un cristiano. Sieg Heil !

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