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Roma, 13 apr – L’Autodromo Internazionale di Monza è una delle piste più famose e belle del mondo. E’ il terzo circuito per anzianità e, a livello attuale, è il più antico del campionato di Formula 1. A fondare il “Tempio della velocità” fu un personaggio che di velocità se ne intendeva: Arturo Mercanti.

Pioniere del volo

Anche se il riconoscimento gli venne conferito postumo, Arturo Mercanti è stato il primo vero esperto pilota d’aereo della nostra nazione e uno dei primi nel mondo. Nato a Milano il 15 aprile 1875, venne influenzato dalla retorica futurista della velocità, della macchina, del tuono e del volo. Da quest’ultimo, in particolare, ne rimase totalmente folgorato. Iniziò a studiare il funzionamento dei primi velivoli e, nel 1908, fu tra i fondatori della Società Italiana Aviatori, una prima propaggine di quella che diverrà, in seguito, l’Aeronautica.

La Grande Guerra e la missione di salvataggio al Polo

Durante la prima guerra mondiale, Arturo Mercanti combatte al fronte al fianco di quelli che diverranno i suoi futuri compagni di partito. Subito dopo la guerra, infatti, si avvicinerà ai Fasci di Combattimento e seguirà la dottrina fascista di San Sepolcro. Nel corso del primo conflitto mondiale, Mercanti aveva ottenuto due medaglie di bronzo al valor militare ed il titolo di pilota militare. Proprio per questo motivo venne chiamato, nel 1928, a guidare una spedizione in Artide per il recupero degli esploratori del dirigibile Italia divenuti famosi per essere i “Superstiti della Tenda Rossa”. Arturo Mercanti fu anche un grande burocrate: nel 1923 venne nominato direttore generale del Ministero dell’Aeronautica.

In quegli anni, nel 1922, maturò l’idea di far costruire l’Autodromo di Monza. Mercanti, infatti, era a capo dell’Automobile Club di Milano e volle che anche la città lombarda avesse un circuito sulla falsa riga del famoso Indianapolis. Si fece carico del lavoro all’Opera Nazionale Combattenti che permise a molti soldati disoccupati di lavorare alla costruzione di un grande progetto per rendere l’automobile italiana la prima nel mondo. Si può tranquillamente affermare che il suo intento venne rispettato.

La morte in Africa

Da pioniere dell’aereo, Arturo Mercanti non poteva non partecipare anche alla Guerra d’Etiopia. Poco si sa della sua avventura in Africa, certo possiamo scoprire qualcosa dalla sua medaglia d’oro al valor militare, conferitagli in sede di morte a Dire Daua il 6 luglio 1936: “Volontario in A.O. quale comandante dello scaglione rifornimenti di una colonna operante su Harar, forgiava e guidava uomini e macchine sulla via dell’assoluta dedizione, conseguendo risultati mirabili per la sua perizia e col suo esemplare, perseverante coraggio. A vittoria conclusa passeggero di un treno che numerosissima banda ribelle aveva fatto deragliare per assalirlo con feroce accanimento, partecipava animosamente alla strenua difesa degli atterriti viaggiatori; e, imbracciato il fucile, cadeva nel generoso tentativo di spezzare il micidiale cerchio nemico”.

Tommaso Lunardi

2 Commenti

  1. Leggo sempre con grande piacere ed interesse queste epiche pagine di ardimento ed eroismo……… purtroppo gli eroi odierni della stampa spazzatura sono parassiti nullafacenti ed arricchiti , sparacazzate a pagamento e pervertiti vari che propugnano valori morali immondi e globalisti……… fortunatamente il Primato ci regala queste pagine onorate.

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