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Roma, 19 mag – Il 18 maggio 1897 nasceva a Bologna Enrico Laviosa, figlio di Vittorio Laviosa, funzionario delle Ferrovie dello Stato, e Clelia Ferrini. Enrico si trasferì a Roma da adolescente e si iscrisse al liceo classico Torquato Tasso, continuando a coltivare la sua passione per il calcio.
Enrico Laviosa debuttò con la maglia della Lazio nel 1911. Solo nel 1915 debuttò in prima squadra giocando qualche partita nella massima categoria. Nello stesso anno venne chiamato alle armi, come molti altri suoi coetanei, e affidato alla 584° compagnia mitraglieri come sottotenente. La divisione del calciatore bolognese si distinse sul Col di Lana sul quale scenario accadde un evento particolarmente favorevole ai nostri soldati. Una mina di 5 tonnellate di gelatina dinamite venne fatta esplodere dagli italiani nel 1916, lo scoppio fece crollare una parte della montagna che travolse 150 Austriaci. Gli italiani conquistarono la vetta in questa maniera.
La stessa divisione dei mitraglieri si distinse per particolare coraggio e abilità sia sulle battaglie di Bassano del Grappa sia sul fiume Livenza ma, entrambe, non videro la presenza del calciatore.
“Sottotenente reggimento granatieri – comandante di una sezione mitragliatrici, impiegava con saggio accorgimento le proprie armi, riuscendo a trattenere in parte l’impeto dell’avversario. Sferrato l’assalto, si slanciava innanzi tra i primi, dando bell’esempio di coraggio ai suoi dipendenti. Sotto un furioso bombardamento, accorreva in aiuto di due soldati di altra compagnia rimasti feriti, conducendoli in salvo e pagando con la vita questo suo atto di altruismo e di abnegazione” questo quello che è stato scritto sulla medaglia d’argento concessa a Enrico Laviosa. Il bolognese cadde in battaglia il 17 maggio 1917, dando la sua vita per salvare quella dei suoi compagni.
Tommaso Lunardi

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