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Roma, 16 set – La colonizzazione di inizio ‘900 ha consegnato quasi due quinti del mondo principalmente a due nazioni: Francia e Inghilterra. Anche molti altri Paesi hanno concorso con questi due imperi, in primis gli spagnoli ed i portoghesi, per ottenere il primato territoriale. A fianco del motivo economico, vi è stato anche un motivo culturale legato al desiderio istintivo dell’uomo di esplorare. Pietro Savorgnan di Brazzà è uno di questi esploratori che, nel 1880, favorì la nascita dell’odierna Brazzaville, capitale del Congo e dell’ex Repubblica Equatoriale Francese.
NATO PER ESPLORARE
Nato il 26 gennaio 1852 a Castel Gandolfo, Pietro Savorgnan era il decimo di ben tredici figli. I Savorgnan sono una nobile famiglia proveniente dal Friuli, insediatasi nella prima metà del 1200 ad Aquileia e, tutt’ora, hanno una fiorente discendenza. Dopo alcuni anni trascorsi a Roma, il giovane si trasferì in Francia sotto l’egida dell’ammiraglio Louis de Montaignac, dove studiò e si arruolò in Marina. Dopo aver ottenuto la cittadinanza francese, Pietro Savorgnan decise di intraprendere la carriera di esploratore e, sfruttando la recente decisione delle élite francesi di conquistare l’Africa centrale, partì alla volta del fiume Congo. La prima missione si svolse nell’arco del 1875 e fu un vero successo per la geografia mondiale. Di Brazzà, infatti, aveva percorso una buona parte del fiume Congo e ciò comportò la preparazione di una nuova spedizione, questa volta cinque anni più tardi, sempre lungo il fiume africano.
LA FONDAZIONE DI BRAZZAVILLE
Nel 1880, Pietro Savorgnan venne fortemente spinto dal ministro dell’istruzione pubblica francese Jules Ferry e dalla Società Francese di Geografia, ad esplorare l’interno del fiume Congo: quello che verrà poi descritto e sarà l’ambientazione del libro di Conrad, “Cuore di tenebra”. Savorgnan giunse alla corte del re Makoko di Mbé, sovrano dei Teke, e convinse il capo tribù a concedere una parte del suo territorio alla Francia in cambio di protezione in caso di attacco. In quegli anni, infatti, i belgi ponevano e consolidavano il loro dominio nell’altro Congo, quello ad est dell’omonimo fiume. I francesi dovevano tutelarsi e tutelare, soprattutto, i loro interessi in una terra che aveva tantissimo da offrire. In questo appezzamento venne creato un insediamento che divenne, di lì a poco, la capitale del Congo e dell’Africa Equatoriale Francese. L’insediamento, in onore dell’esploratore italiano, venne denominato Brazzaville. Pietro Savorgnan decise allora di tornare in Francia ma, sbagliando strada, non fece altro che incrementare il valore delle sue ricerche scoprendo le sorgenti dell’Ogooué, il fiume principale del Gabon.
ANCORA ALLA SCOPERTA DEL MONDO
Le condizioni di vita nell’insediamento creato in Congo, sotto il comando diretto di Pietro Savorgnan, erano decisamente migliori di quelle del Congo belga. Questa invidia provata dai cugini del nord causò gravi inimicizie tra francesi e belgi e, soprattutto, tra di Brazzà e belgi. I suoi modi troppo umani di trattare e considerare le popolazioni africane diventò, però, scomodo anche agli stessi francesi che, nel 1898, tolsero a Savorgnan il suo ruolo di guida del Congo francese. L’esploratore iniziò, quindi, a denunciare tutti i misfatti delle potenze europee in Africa ma invano.
Pietro Savorgnan di Brezzà morì, forse ammalato o forse avvelenato, mentre si trovava in Senegal, a Dakar, a 53 anni mentre cercava di raggiungere Parigi. Stava trasportando con sé un enorme e quanto mai dettagliato dossier di altre stragi compiute dal governo francese in Africa.
Tommaso Lunardi

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