Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 25 nov – Nel numero cartaceo del Primato Nazionale di ottobre abbiamo avuto modo di parlare a lungo dei più famosi sportivi caduti in battaglia. Non solo calciatori, rugbisti e ciclisti caddero sul campo di battaglia. Ezio Varisco era uno dei migliori cestisti italiani degli anni ’30 e cadde valorosamente per l’onore della Patria.
UN TALENTO DELA PALLACANESTRO
Ezio Varisco nacque a Trieste il 26 aprile 1914. Fin da piccolo, provò a praticare vari sport ma quello che davvero lo entusiasmava e nel quale eccelleva era la pallacanestro. Così, il piccolo Ezio giocò con la Ginnastica Triestina finché, sempre con i biancorossi, esordì in prima squadra vincendo lo scudetto nel 1932 e nel 1934. A soli 17 anni venne convocato in nazionale e giocò le partite valide per l’Europeo 1935 e 1937, culminato con la medaglia d’argento della nostra squadra, nonché le Olimpiadi di Berlino del 1936. Varisco, in un’intervista al “Littorale”, affermò di aver giocato così tante partite da non ricordare nemmeno quante fossero con la maglia dell’Italia e della Triestina. Dopo la squadra di Trieste, il giocatore passò al celeste della Lazio e alla Bruno Mussolini dove rimase fino alla sua chiamata alle armi. Il fisico slanciato e la tenacia nel resistere e mantenere i nervi saldi anche sotto pressione fecero di Ezio Varisco uno dei migliori cestisti della sua generazione.
LA MORTE IN LIBIA
Della sua carriera militare si sa ben poco. Le cronache dell’epoca lo descrivono come un soldato valorosissimo, nervoso ma astuto ed in grado di riportare la mente fina dal campo di gioco al campo di guerra. Aerosiluratore dell’Aeronautica Italiana, il maresciallo Ezio Varisco ottenne una medaglia d’argento al valor militare per aver, da solo, fatto affondare un incrociatore alleato. A fianco di questa onorificenza, ottenne anche una medaglia di bronzo e una croce di ferro per meriti di guerra.
Ezio Varisco morì il 24 novembre 1942. Tre volte il suo nome finì sulle scrivanie del Quartier Generale Italiano e tre volte fu sui giornali dell’epoca. “Il più valoroso aerosiluratore” della loro epoca, il più conosciuto: quello cui la gente si era affezionata, come sua moglie e i suoi due figli, che difficilmente avrebbero dimenticato se non fosse calata la nera fuliggine della censura mediatica ad opera del “politicamente corretto”.
Tommaso Lunardi

1 commento

  1. Buon giorno,
    sono Ezio Varisco nipote dell’Ezio varisco di cui all’articolo del dott Lunardi, vorrei se possibile avere maggiori informazioni su mio nonno.

Commenta