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Roma, 12 mag – Il governo giallo-verde, se andrà in porto, dovrà affrontare una questione a dir poco delicata, quella delle 200 nomine che andranno rinnovate a breve.
Si tratta di poltrone molto “pesanti”, che da un lato sono una torta da spartirsi, dall’altro rappresentano uno scoglio su cui Salvini e Di Maio potrebbero tornare a scontrarsi (e scornarsi).
Tra le più importanti, il vertice della Cassa Depositi e Prestiti, oggi occupato dal presidente Claudio Costamagna, prodiano di ferro, e dall’amministratore delegato, Fabio Gallia. A quanto pare Giuseppe Guzzetti – al quale in quanto presidente dell’Acri va la nomina del presidente – in stile Di Maio voglia nominare se stesso, ma ha 84 anni suonati. Comunque, Guzzetti si è pronunciato in pubblico a favore di una riconferma di Costamagna. Come andrà a finire si vedrà il prossimo 23 maggio, quando avrà luogo l’assemblea della Cassa.
Le altre supernomine, per cui servirà tutta l’ars politica di di 5 Stelle e Lega, saranno da fare subito dopo, a fine giugno, per rinnovare i vertici Rai ed applicare (nel caso) per la prima volta la riforma Renzi e insediare al posto del direttore generale un super manager di nomina appunto governativa. Camera e Senato eleggeranno due componenti ciascuno e un altro verrà eletto dai dipendenti Rai. Per la poltrona di capo-azienda la partita sarà tutta da giocare.
In autunno poi ci saranno ben undici aziende direttamente partecipate dal ministero dell’Economia con organi sociali da rinnovare nel corso del 2018. Nello specifico: Arexpo Spa, Leonardo-Finmeccanica, Sga, Sogesid e Studiare Sviluppo dovranno rinnovare il collegio sindacale. Occorrerà rinnovare i vertici di società importanti come Simest, Sace, Invimit, Sogei, Consip, Antitrust, Gse e Autorità di regolazione per l’energia. E sempre in campo economico: dieci controllate dall’Eni, sei dall’Enel, Simest, 16 organi di amministrazione di controllate Fs, Telespazio e Thales Alenia Spa del gruppo Leonardo.
Altra supernomina sarà quella del capo della Polizia: il governo Gentiloni ha prorogato di un anno Franco Gabrielli. Così come ha prorogato il Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco.
Andranno rinnovati anche i capi dei servizi segreti: Dis, Aisi e Aise. Ma stiamo parlando di primavera 2019, una data un po’ troppo lontana per un eventuale governo giallo-verde.
Tra il 2019 e il 2020 poi scadranno i consigli di amministrazione di alcune tra le più grandi aziende controllate dal Tesoro: Enel, Eni, Snam, Leonardo, Enav, Mps, Fincantieri, Terna, Saipem, Italgas. Ma questa è un’altra storia.

2 Commenti

  1. […] Il sito “il Primato nazionale” riporta che sono in scadenza circa 200 posizioni apicali dello Stato, poltrone di potere, fra le quale il vertice della Cassa Depositi e Prestiti (CDP ), slittato dal 23 maggio a fine giugno. La CDP è la banca di proprietà dello Stato che potrebbe risolvere il problema del debito pubblico accedendo ai fondi BCE, sostituendosi al meccanismo attuale di prestito attraverso il mercato finanziario che ingrassa le banche private,  E’ un meccanismo questo che dalla mia scoperta e messa in rete è stato invece utilizzato a mani basse per finanziare molte attività degli amici dei partiti politici al governo, e le varie componenti cooperative ed industriali. Questo meccanismo è noto anche a Lega e M5S che hanno ricevuto un dossier che lo spiega e che  dimostra come mezzo debito pubblico sia frutto di questa truffa fin dal 1993, ma la Corte dei Conti non procede all’arresto di nessuno. Questo dossier è stato portato anche in Commissione Finanze da un deputato M5S, ma non se ne fece nulla e non ci fu alcuna denuncia pubblica, tranne lo sfruttamento per la propaganda. […]

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