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Roma, 3 mar – La lista degli atleti che combatterono nei due conflitti mondiali è molto lunga. I dati dicono che è stata la squadra rossonera del Milan a dare il maggior tributo di sangue nel corso della Grande Guerra. L’eroe di cui si parlerà oggi sopravvisse al conflitto ma porterà sempre con se il ricordo del suo ardimento in battaglia.

Il calciatore

Lorenzo Gaslini nacque a Milano il 2 marzo 1890 e, come molti giovani della sua città, maturò ben presto una grande passione per il calcio. Essendo molto alto di statura, il suo ruolo prediletto divenne quello di portiere. Dopo aver militato in alcune squadre di quartiere, debuttò nella stagione 1909/1910 vestendo i colori della squadra della sua città: il Milan. Il suo debutto lo si fa risalire al 16 gennaio 1910 nel big match tra Milan e Juventus terminata 5 a 3 per la squadra torinese. Tuttavia, fu l’Inter a fine anno a vincere il titolo.

Gaslini entrò ben presto negli interessi delle maggiori squadre italiane. Per alcune stagioni, dal 1910 al 1913, militò sotto i colori della Lazio con la quale divenne vice-campione d’Italia nella sua stagione finale. Il portiere milanese terminò la sua carriera di nuovo al Milan dove militò fino al 1915. In quell’anno anche Gaslini, come molti suoi coetanei, venne chiamato alle armi.

Pioniere del volo

Il 15 maggio 1915 Lorenzo Gaslini venne arruolato e, il 24 maggio dello stesso anno, era già al fronte, a Monfalcone. Inquadrato nel primo reggimento granatieri, partecipò a gran parte delle battaglie sul Carso e delle offensive sull’Isonzo. Come molti altri soldati di vari reggimenti, tuttavia, anche Gaslini decise di intraprendere la carriera di eroe del volo. Delle sue azioni si seppe pochissimo purtroppo, ma una cosa certa è che partecipò con il suo Farman al bombardamento di Tolmino nel 1917. La cittadella della Gorizia fu teatro dello sfondamento delle truppe italiane da parte delle potenze degli Imperi centrali. Fu l’antitesi della rotta di Caporetto.

Gaslini, però, si ammalò in volo in una delle sue ultime missioni. La polmonite che lo colpì ne causò la morte il 7 gennaio 1919. Il suo nome è ricordato su di una lapide commemorativa di tutti i caduti che la società rossonera ha consegnato per la difesa della Patria.

Tommaso Lunardi

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