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Roma, 21 apr – Fu un eroe, a suo modo e nei suoi tempi. Una voce, una sola voce che animava il popolo italiano in radio ascolto dal Piemonte alla Sicilia, la voce di Roberto Forges Davanzati, nazionalista e membro del Gran Consiglio. Erano gli anni della propaganda, del regime oramai sempre più nella vita degli italiani che si organizzavano nelle OND (Opera Nazionale Dopolavoro) per ascoltare quella “scatola rumorosa” dalla quale giungevano notizie.
Uno dei “volti”, metaforicamente parlando, carismatico e irriverente di quella radio fascista che prendeva il nome di EIAR era proprio Forges Davanzati. Con le sue “Cronache del Regime” forniva agli ascoltatori un commento ai fatti del giorno marcatamente coinvolte dalle direttive del regime. La rubrica fu voluta da Galeazzo Ciano al fine di rafforzare, coinvolgere e far partecipare attivamente il popolo italiano alla vita del regime. Aumentava di fatto il contenuto propagandistico del Giornale Radio. L’obiettivo di illustrare le istituzioni, le imprese più significative, gli uomini e i principali avvenimenti del regime, ma soprattutto di stabilire un più stretto legame tra fascismo e ceti medi fu perseguito da Forges Davanzati.
La comunicazione avveniva attraverso una formula basata su un linguaggio semplice ma vivace. “Cronache” fu trasmessa in orario serale dal 27 ottobre 1934 al 15 maggio 1936. Con tono affascinante e persuasivo, si infondeva, nel cuore dei giovani balilla e nei lavoratori in ascolto, l’amore per la patria, per il Duce e per il governo da lui diretto. Si ricorda Roberto Forges Davanzati, tra i principali esponenti del nazionalismo italiano, per le sue aspre vedute sulla politica estera che commentava con feroce fermento in ricordo della “vittoria mutilata” subita dall’Italia. La rubrica fu chiusa in seguito all’improvvisa morte del conduttore, avvenuta nel giugno del 1936.
Rosario Lanzafame



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