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Roma, 21 ott – La storia della nostra aviazione conta la presenza e l’esempio di uomini fuori dal comune che, molto spesso, hanno voluto dare la loro stessa vita per dimostrare a pieno il loro valore. Ma chi fu il proto eroe di questo reparto? 
UN CAVALIERE SPERICOLATO
Ugolino Vivaldi Pasqua nacque a Genova il 2 luglio 1885, figlio di Giuseppe Pasqua marchese dei Duchi di San Giovanni; una famiglia di nobile origine militare. Divenne tenente dell’Arma di Cavalleria ed entrò nel 25° Reggimento Lancieri di Mantova. La sua abilità a cavallo portò alle stelle l’interesse nei suoi confronti da parte del genio militare Federico Caprilli. Pasqua venne ripetutamente segnalato per la sua bravura nel domare il suo destriero anche se, più di una volta, si dimostrò pronto a portare a termine le missioni più spavalde e spericolate.
LA PASSIONE PER IL VOLO
Il 6 dicembre 1907 Caprilli morì. Ugolino Vivaldi Pasqua rimase senza un maestro e decise di cambiare radicalmente settore operativo. Si arruolò nella Brigata del Genio Aeronautico e, per apprendere l’arte del volo, si trasferì in Francia dove vi rimase fino al 1910. Divenne abilissimo nella pratica del volo al punto tale che sorvolò Bologna durante la Manifestazione Aerea del 1910, eseguendo alcune acrobazie imparate da autodidatta. Allo scoppio della guerra in Libia, Pasqua chiese di essere arruolato ma, prima, dovette frequentare l’apposito corso ed ottenere il brevetto. Il suo fu il numero 6 della storia dell’Aeronautica e l’ottenne il 18 ottobre sempre del 1910 dopo aver volato per circa 5 ore, un record per il tempo.
Il 20 ottobre dello stesso anno Ugolino Vivaldi Pasqua avrebbe dovuto svolgere un giro dimostrativo. Sarebbe dovuto decollare da Centocelle ed incontrare il suo maestro, Umberto Savoia, sopra Ladispoli. Dopo aver compiuto la missione, il soldato ritornò verso Civitavecchia ma il suo velivolo si spense improvvisamente. L’aereo precipitò, sotto gli occhi atterriti degli spettatori, vicino alla stazione ferroviaria della Magliana. L’eroe morì sul colpo mentre cercava di atterrare in emergenza. La nostra gloriosa aviazione aveva appena ricevuto il sangue del suo primo martire.
Tommaso Lunardi

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