Roma, 16 ott – L’Italia è la nazione con il più alto numero di poveri in Europa: lo conferma Eurostat. Dal 2008, le persone a rischio povertà sono aumentate da 15 milioni a 17,4 nel 2017. Coloro che rientrano in questa drammatica classifica sono quelli che non  possono andare in vacanza una volta all’anno, non possono mangiare carne o pesce ogni due giorni, non posso permettersi i riscaldamenti adeguati nella propria abitazione, non possiedono un mezzo di locomozione proprio, non possono sostituire mobili o vestiti vecchi, non possono uscire con famiglia o amici almeno una volta al mese e non hanno una connessione internet.

Le persone che non possono permettersi 5 (o più) delle spese elencate, sono collocati nella categoria di “deprivazione materiale e sociale”, e nella nostra nazione più di 1 su 4 appartiene a questa disastrosa “classe” (esattamente il 28,9% della popolazione). Almeno, possiamo rassicurarci con un altro dato “negativo” che non ci porta nel gradino più alto del podio: ossia la percentuale di persone a rischio povertà. Qui l’Italia si colloca quinta, prima ci sono Bulgaria, Romania, Grecia e Lituania. In ambito europeo, troviamo un leggero miglioramento, poiché rispetto a dieci anni fa i poveri sono scesi da 116 milioni a 112,9 e soprattutto nei due Paesi cardine per l’economia dell'”unione”, notiamo una netta riduzione (in Germania -830mila, in Francia -380mila). Ovviamente le stime italiane non fanno una buona pubblicità e, come spesso capita, i non-italiani sono i primi (e sempre prontissimi) a puntare il dito contro.

È la volta di Jean-Claude Juncker, il Presidente della Commissione europea, il quale già due settimane fa, a Friburgo, aveva avvisato:”Non vorrei che dopo aver gestito la difficile crisi della Grecia ci trovassimo in un’altra crisi, questa volta in Italia”. Poche ore fa è arrivata la risposta di Di Maio su Facebook, che ha attaccato Junker e concluso dicendo di “andare avanti con le misure chieste dal popolo”. Una mossa, quella del vicepremier, attuata per spingere verso il famigerato reddito di cittadinanza, promesso da tempo e ancora non attuato dal suo partito. Deve però fare i conti con l’Europa e con l’amico/nemico Matteo Salvini, essendo il reddito di cittadinanza uno dei tanti punti critici all’interno della loro alleanza. Frecciatine, inimicizie e contrasti mentre gli italiani sono sempre più sul lastrico.

Clara Tozzi

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