Roma, 7 nov – Non ha nulla da invidiare alle banlieues parigine e non sfigurerebbe accanto alla periferia di Calcutta o agli slum di Johannesburg. Parliamo della fabbrica ex penicillina sulla via Tiburtina, il più grande relitto urbano di Roma, un non luogo dove in mezzo ai rifiuti vivono centinaia (ma c’è chi dice oltre mille) di “fantasmi”, principalmente immigrati clandestini di origine africana. Per gli abitanti della periferia est della Capitale non è certo una novità, visto che la creazione dell’immensa baraccopoli si è sostanziata almeno 3-4 anni fa (già prima ci vivevano alcuni sbandati). Per il resto degli italiani è una conoscenza recente, dato che i riflettori dei media nazionali si sono accesi solo nell’ultimo anno. 

Inoltre da qualche settimana lo stabile è finito in cima alla lista degli sgomberi redatta da Matteo Salvini e Virginia Raggi, figurando nei primi quattro edifici da sgomberare per evidenti “rischi strutturali”. Costruita nei primi anni ’50, ha cessato ogni attività nei primi anni ’90. L’ex penicillina andrebbe bonificata, visto che all’interno persistono ancora rifiuti chimici e grandi quantitativi di Eternit. Un ghetto, una zona “off limits”, un luogo sottratto alla sovranità dello Stato e dei cittadini italiani. Proprio ieri una troupe della Rai è stata vittima di una aggressione nonostante la presenza di polizia e carabinieri, mentre pochi giorni fa un gambiano è precipitato da sette metri in circostanze ancora da chiarire. Anche uno dei presunti aguzzini di Desirée abitava nella struttura. Tra droga, condizioni igienico-sanitarie disperate e violenza, la situazione ha superato il limite da tempo.

Tra i primi a denunciare la situazione Mauro Antonini e Fabrizio Montanini di CasaPound, che due anni fa entrarono nell’area per un sopralluogo e che da tempo chiedono un intervento. “La fabbrica ex penicillina a San Basilio va sgomberata immediatamente“, spiega Mauro Antonini, coordinatore di CasaPound nel Lazio. “E’ il quartier generale di spacciatori, stupratori, clandestini e chi più ne ha più ne metta. E’ una bomba a orologeria e nessuno vuole un nuovo caso Desirée”. Proprio per chiedere lo sgombero immediato, domani davanti all’ex fabbrica è prevista una manifestazione dei residenti di zona promossa da CasaPound.

Davide Romano

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